Translate

lunedì 3 giugno 2013

RIGA

Ponte Vanschu
Ponte Vanschu sul fiume Daguvada
Art NouveauA Riga (capitale della Lettonia) ci sono andata nel 2008, quindi non mezzo secolo fa. Non sto a raccontare come è stata scelta, dico solo che si è rivelata una piacevolissima sorpresa.
La definiscono la Parigi del Nord, ma mi sembra un paragone molto azzardato.
Ha sicuramente un suo fascino, se dovessi consigliarla la consiglierei, ma non ci si deve aspettare una seconda Parigi.
Museo dell'occupazione
Museo dell'occupazione
Nel suo centro trionfano i palazzi dell'Art Noveau, bellissimi (non a caso é stato dichiarato dall'Unesco, nel 1997, Patrimonio Mondiale dell'Umanità). Comunque oltre all'Art Nouveau, si coglie una particolare mescolanza di stili dal Medioevo alle impronte lasciate dalle dominazioni tedesca e sovietica.
Un nodo alla gola quando si visita il Museo dell'Occupazione, che racchiude tutti gli orrori delle dominazioni straniere (deportazione al gulag degli oppositori politici, sterminio degli ebrei, persecuzione dei nazionalisti baltici, ecc.). Quando esci da lì, ci esci con la sensazione di aver preso delle bastonate. Terribile !!

Museo Etnografico
Museo Etnografico Brivdabamuseum
Museo del Motore


Al Museo Etnografico (piccolo villaggio immerso in un parco dove sono sparse le abitazioni conservate così, come erano una volta) ci sono andata in bus, con qualche difficoltà linguistica, visto che - almeno all'epoca - non erano molto abituati ai turisti. E' leggermente fuori Riga e si attraversano le varie periferie che non sono propriamente attraenti.         
Sempre in bus sono arrivata al Museo del Motore: spettacolare. Una collezione bellissima e molto ricca di auto, bici, moto di varie epoche: una vera chicca.




Casa delle Teste nere
Casa delle Teste Nere
Centro di Riga

Tornando al centro di Riga si può gironzolare gustando scenari molto belli: è un vero museo all'aperto.

La Cat House, la Casa delle Teste Nere, la Cattedrale Ortodossa, il Duomo, il Museo di storia Nazionale nel Castello di Riga, Piazza della Libertà e una miriade di palazzi "curiosi" che si alternano senza una logica mescolandosi a quei tocchi di Art Nouveau che si trovano nelle statue che decorano i palazzi o nei lampioni che si incontrano per strada.

Fuori Riga vale la pena di andare a visitare Sigulda e il suo castello Turaida.


Riga


Nota dolente, almeno per me, è stata la cucina. Di solito mi adatto, anzi mi
piace anche sperimentare i piatti locali, ma dopo un po' di fregature mi sono arresa e, vinta dalla fame, mi sono lanciata sul fast food.
Il McDonald's  vicino a Piazza della Libertà mi ha sfamato per tutto il tempo, meglio un ipercalorico paninazzo che quelle strane portate che manco sapevo cosa contenevano.

Bilancio del viaggio? POSITIVO.
E' considerata una meta un po' insolita, ma ne vale la pena.



Altri scatti che ho fatto sono quihttp://www.pictoore.com/2013/05/riga/


5 commenti:

  1. Beh, la cucina non sarà un granchè (io però avevo trovato un paio di ristorantini discreti)però il centro della città è un gioiellino.
    Un saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Beato te !! Io proprio non ne ho azzeccato uno. Ma va bene così, tanto il viaggio me lo sono gustato comunque.
      Ciao.

      Elimina
  2. gente freddissima, città fredda, cibo di certo non all'altezza del nostro... ma senz'altro una meta consigliabile nell'ambito di un giro più ampio dell'est europa. A me non è dispiaciuta per niente!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Visto che non l'ho scritto nel post, lo scrivo qui, affinché ne rimanga memoria. Ricordati quel pomeriggio di pioggia quando rientrammo stanchi morti in hotel e tu ti accorgesti di non aver preso né gli occhiali né i contenitori dei liquidi per le lenti a contatto. Ti buttasti sul letto e sentenziasti che non te ne fregava nulla e avresti girato con la tua miopia per tutti i giorni a venire. Io, cuore di mamma, stanca morta e barcollante uscii alla disperata ricerca di un ottico. Dopo diverse strade trovai una specie di farmacia/ottico. Non parlavano né inglese, né francese, né spagnolo né tantomeno italiano. Gesticolando e mimando riuscii con fatica a farmi capire e acquistai contenitore e liquidi x le lenti. Uscii e ripresi altre mastellate di acqua. Zuppa fino alle ossa ti portai vittoriosa il mio bottino dicendoti "non so se un giorno troverai una donna che farà tutto questo per te. Te lo auguro, ma ho dei dubbi".
      Amore della mamma ... te lo rinfaccerò a vita. Baci baci.

      Elimina