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martedì 5 novembre 2013

TRADIZIONI E SUPERSTIZIONI

In casa mia le superstizioni non hanno mai trovato terreno fertile. 

Se incontro un gatto nero che mi attraversa la strada, se riesco lo accarezzo, altrimenti tiro diritto per la mia strada.
Se piove e rientro in casa con l'ombrello bagnato, non faccio altro che aprirlo dentro alla vasca da bagno e lo lascio lì finché non è asciutto.
Per non parlare dell'olio o del sale rovesciati a tavola che dovrebbero essere esorcizzati buttandosi del sale alle spalle; non ci penso nemmeno visto che poi tocca a me spazzare per terra. Il 13 e il 17 sono numeri, ma io odio cordialmente tutti i numeri, quindi che sia venerdì 17 o venerdì 20 non mi sposta nulla; se la giornata è no, resta no.
Non ho mai creduto a fattucchiere e maghi e conseguentemente nemmeno ai malocchi e alle fatture (a parte quelle vere, tipo dentista o gas, che quando arrivano sono peggio del malocchio).

Poi se devo essere onesta ho sempre regalato il vischio a mia madre per Capodanno; lei ci teneva tanto, diceva che porta fortuna. Non ci ho mai creduto (fosse così semplice, sai che vagonate di vischio comprerebbe la gente!), ma lei ci credeva e chi ero mai io per convincerla della sciocchezza della cosa? Glielo regalavo e lei era felice e questo mi bastava. Ora che lei non c'è più, anche questa "usanza" (o superstizione ?) è finita. 


Però .... ecco che arriva il però.
Sì, però sono un po' condizionata da alcune "superstizioni?" o "tradizioni?" della mia famiglia.
Il pane non deve stare in tavola rovesciato. Non ne faccio certo una tragedia, ma se qualcuno posa il pane rovesciato, il mio gesto istintivo e silenzioso è di allungare la mano e raddrizzarlo. E' un gesto che ho sempre visto fare a partire dai bisnonni. Quasi mi viene di dire che è diventata più un'esigenza estetica.
Da piccola chiedevo "perché" e la risposta era sempre "porta male", poi non ho più chiesto e ho continuato istintivamente l'abitudine della famiglia.
La seconda cosa è in bilico. La mia famiglia materna non ne voleva sapere, il giorno di Capodanno, di vedere una donna né tantomeno parlare con lei. A Capodanno solo uomini. Il bello era che si escludevano anche tra madre e figlia ... tanto per stare sicure. 
Io sopravvivo se il giorno di Capodanno vedo o sento una donna, però quando mi succede, il primo pensiero è se mi porterà sfortuna ... poi archivio il pensiero, però un po' mi è restata questa "deviazione".

Lo so che le tradizioni sono altre, che non devono essere confuse con le superstizioni. Ma poiché, in fondo, in famiglia a nessuno è mai venuta una crisi di nervi davanti al pane rovesciato o alla donna incontrata a Capodanno, e nessuno ha mai fatto ricorso a oggetti apotropaici per sconfiggere tali eventi, mi piace pensare che non sono superstizioni, che non esiste un confine netto, che in fondo sono usanze, piccole tradizioni che sono sopravvissute nelle generazioni della mia famiglia. Gente modesta che si accontentava di poco, che da un lato credeva e difendeva grandi valori umani e dall'altro aveva queste piccole innocenti debolezze.  
E poi, in fondo, tutto questo finirà con me, ultima "nostalgica" di questi riti, un po' come l'ultima nata femmina con la saba de "La neve nel bicchiere". 
video
                                                                           http://www.youtube.com/watch?v=jbWzYtF4dv0

17 commenti:

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  4. A volte è inevitabile restare influenzati dalle usanze della famiglia, anche dalle più irrazionali!
    A presto :)

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    1. Sì Enrico, è proprio così: irrazionali. Ma vista l'innocenza di quelle usanze, a me piace pensare che non "faccio danni". Ciao :). Marilena

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  5. Post interessante, ma Io non ho mai creduto a nessuna supestizione
    ciao buona serata.

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    1. Ciao Tiziano. Anche io vivo senza superstizioni ... ho solo quella piccola debolezza del pane in tavola, ma come ho detto, oramai è più un'abitudine e non certo
      un pensare che "porta male" tenerlo rovesciato. Ciao. Buona serata anche a te. Marilena

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    2. ...... "ma non ti accorgi che stando in alto vedi il mondo da lontano "....

      http://www.youtube.com/watch?v=GA2nQDp19N0

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  7. Sai che la penso esattamente come te?
    Ci sono certe "superstizioni" che cosidero oltremodo sciocche e tese solo a creare dei pensieri in più...mentre degli usi, delle tradizioni, antiche, familiari, proprie e radicate, le considero parte della vita in modo naturale...l'importante è non farsene influenzare più di tanto, io sono del parere che sei tu che ti costruisci la vita, tutto il resto è solo accessorio e di contorno...
    Un bacione!

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    1. E' vero: tutto il resto è accessorio e contorno. Io l'ho detto: non mi faccio condizionare dal pane rovesciato, silenziosamente lo raddrizzo, ma così, per consuetudine e non la considero una superstizione, ma solo un'abitudine. Vero che è nata come superstizione, ma vero anche che non la vivo come tale.
      E comunque non faccio danni a nessuno; un'innocente debolezza che però mantiene vivo il ricordo di "riti" della mia famiglia (almeno in me): la mia mano che si
      allunga è la mano dei miei bisnonni, dei miei nonni, dei miei genitori. Tutto qua. Ciao piccola :). Bacione anche a te.

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  8. La VERITA' è che ci sono molti MONOloghi, ma i peggiori sono quelli che se la tirano da soli e si basano SOLO su esperienze che hanno vissuto.
    C'è BEN altro in MALE e BENE.

    http://www.youtube.com/watch?v=9UVhl8t3Tu8

    Hai fatto bene a eliminare i miei INTERVENTI ANOnimi e NON.

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