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lunedì 1 settembre 2014

BOLOGNA LA (malri)DOTTA

Comincio a credere che qui a Bologna ci sia un virus: quello dell'imbecillità.
Non si può altrimenti giustificare l'incessante susseguirsi di coglionate (potevo scrivere sciocchezze, ma non rende l'idea) a cui ogni giorno dobbiamo assistere. Ho quasi timore ad aprire il giornale la mattina perché già so che farò un sobbalzo per l'ennesima infausta iniziativa.

Del fatto che qui siamo in pochi a pagare il biglietto del bus avevo già scritto in più occasioni, fino al post di qualche giorno fa. E quelle menti geniali della TPER (la locale azienda trasporti) anziché intensificare i controlli, unica iniziativa che può scoraggiare i cosiddetti portoghesi, ha ben pensato di penalizzare di più chi invece il biglietto lo paga.

Chi acquista un abbonamento annuo dovrà d'ora in poi obliterare il suo abbonamento e se la sua tratta prevede il cambio di linea, lo dovrà obliterare per ogni bus che cambia. Qualora non lo faccia e salga il controllore, verrà multato !!  Chi, come me, viaggia con un ciitypass e a volte cambia bus, fino ad oggi obliterava alla prima salita e riponeva il biglietto in borsa, mentre ora deve obliterare ogni volta che cambia bus, altrimenti .... altrimenti multa!! 

La TPER giustifica il tutto con "il voler controllare il flusso per garantire un servizio migliore" e per "scoraggiare chi non paga".
Cara TPER, ma ci siete o ci fate ? 

Chi non paga ora continuerà a non pagare, mentre noi che paghiamo veniamo puniti con obblighi in più. Come giustamente qualcuno ha fatto notare (vedasi articolo sotto) "Mi sembra un po' come dire: per combattere l'evasione chiediamo ai contribuenti onesti di recarsi una volta al mese all'Ufficio delle entrate per firmare una autodichiarazione di regolarità fiscale" .

E' palese che chi ha partorito questa brillante iniziativa all'interno della TPER evidentemente non prende mai il bus.
Un giornalista del Carlino ha investito una sola mattinata per curiosare su alcune linee, osservando quanti salivano e quanti di loro facevano il biglietto. E ha visto quello che vedo io e che vedono gli altri utenti, ossia che sono pochissimi quelli che fanno il biglietto (sull'ultimo bus su 15 persone salite solo 4 hanno fatto il biglietto). E continueranno a non farlo, mentre l'abbonato che paga il trasporto ad inizio anno per un intero anno, se non oblitera verrà multato.

E' così, è banale, è sotto gli occhi di tutti fuorché di chi viene pagato profumatamente per dirigere un'azienda senza sapere che ne è del prodotto che tratta.

E' una storia che si ripete. L'ho vissuta in alcune aziende dove ho visto dirigenti che nemmeno conoscevano tutti i prodotti che trattavamo e che ho visto fare figure barbine (meno male che nel privato esistevano ancora gli imprenditori che li accompagnavano alla porta con il benservito), lo vedo fare in politica dove si capisce chiaramente che chi ci guida non ha mai vissuto la quotidianità di un semplice lavoratore e lo vedo fare qui a Bologna dalle varie amministrazioni.
Il dramma è che qui sono vulcanici e di coglionate ne fanno almeno una al giorno !!! 


http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/tper-pd-tomassini-proteste-1.157778

Tper, tutti contro la nuova norma


41 commenti:

  1. Da che mi ricordo sui mezzi pubblici milanesi si è sempre timbrato OGNI volta che si sale sull'autobus, sulla metropolitana eccetera. Sulla metro se non infili il biglietto nella macchina il cancello non si apre. Non che questo sia mai servito a nulla riguardo al pagare-nonpagare. Ogni tanto fanno girare una pattuglia di controllori con la Polizia e fermano tutti.

    A proposito, mi hai fatto venire in mente un ricordo. Durante la naja mi recai da Trento a Verona per una visita all'ospedale militare, viaggiavo in uniforme e col biglietto fatto tramite la fureria della caserma. Al ritorno, siccome avevo subito un piccolo intervento chirurgico ad un piede, sono salito senza timbrare il biglietto. Arriva il controllore, mi vede in uniforme, vede il biglietto, gli dico sto tornando in caserma dall'ospedale militare e quello mi fa la multa. Non c'è stato verso. Come se stessi andando in giro per i fatti miei in vacanza. Questa è l'Italia.

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    1. > Ogni tanto fanno girare una pattuglia di controllori con la Polizia e fermano tutti

      Stavo pensando che...
      Fermarli non serve a un tubo.
      Stavo pensando al paradigma attuale, un solo lavoratore (autista) per mezzo pubblico.
      La prima volta ti pigli una multa (ma non con il verbale, etc, ti porto alla stazione di carabinieri e polizia più vicina e finché non hai pagato non esci, puoi chiamare i tuoi amici per una colletta se non li hai, non con 'sto patetica pantomima dei verbali che non pagherà nessuno).
      La seconda volta se hai i doc e sei nel database, sei fottuto, se è la prima volta vedi sopra. Sono tot mesi di carcere. Con... la pena che può essere ridotta come? Agendo da controllore. Ogni verbale incassato al giorno, un quarto di giorno di pena in meno. O qualcosa del genere.

      Contrappasso e ... istituzione di un virtuoso conflitto sistematico di interessi.
      Viaggi con braccialetto elettronico e fai il controllore, ti redimi e ripaghi la società del danno che le hai causato.

      Se solo ci fosse la volontà i problemi potrebbero essere risolti,
      Purtroppo questo confligge con molte cose: buonismi, cavillerie sia nel diritto che nella prassi giurisprudenziale, mancanza di etica pubblica, disonestà a tutti i livelli della piramide sociale, culto del furbismo, etc.

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    2. Lorenzo: anche qui timbriamo il citypass o facciamo il biglietto, ma sono orari e valgono per X minuti, ed ora se per caso cambi 3 bus devi obliterare 3 volte. Che senso ha ? Con la prima validazione ho già "bruciato" il biglietto e quindi fino a quando i minuti me lo consentono posso viaggiare con quello. Chi invece paga un abbonamento ad inizio anno ha già pagato trasporti, che li usi o meno, perché deve convalidare e se poi cambia 3 bus lo deve fare 3 volte ?
      Sono questi i deterrenti per chi non paga e continuerà a non pagare ?
      Aggiungo che le obliteratrici fino ad ora non accettavano di obliterare se il tempo non era scaduto (es. prendo il bus, oblitero, faccio una breve commissione, prendo il bus di ritorno e il mio biglietto scade di lì a 10 minuti. Se tento di obliterarlo per coprire i 20 min. della mia tratta, la macchinetta non oblitera, fin quando il biglietto è scaduto). ERGO: hanno sicuramente dovuto spendere un sacco di soldi per cambiare anche le macchinette, altrimenti non è fattibile.
      E per continuare: chi fa il biglietto a terra deve per forza entrare dalla porta anteriore e mostrare il biglietto al conducente (che se ne fotterà altamente ... lo voglio vedere a testimoniare che l'aveva visto o meno ...). Insomma hanno fatto un pastone terribile quando la soluzione è semplice: maggiore controllo o tornelli alle entrate.
      E visto il pastone fatto, hanno già anche predisposto altra modulistica per poter elevare le sanzioni ridotte "in via transitoria", fin quando non le digeriamo ... altri soldi.
      UOMO: sì è vero, fermarli non serve a un tubo. C'è chi prende la multa e la straccia appena sceso, c'è chi (come la minorenne che era sul giornale qualche tempo fa) ha fornito i dati di una sua compagna di scuola e si è mosso mezzo mondo per scoprire l'inghippo.
      Ecco perché i tornelli sono la soluzione migliore (o il vecchio bigliettaio): se hai il biglietto viaggi altrimenti resti a terra.


      Alla fine della fiera ci rimette sempre l'onesto. Ho assistito sul treno da Reggio Emilia ad una scena che avrei dovuto filmare. Una ragazza è stata tormentata dal controllore perché in possesso del biglietto che però non era obliterato. Lei si è scusata in mille modi fino a dire, quasi alle lacrime, "pazienza, mi faccia la multa" e quello che continuava a trattarla come una delinquente. Poi è stato il turno di un extra-comunitario che a suo dire parlava solo inglese e che il biglietto proprio non ce l'aveva; il controllore gli si è seduto di fronte e con aria paternalistica ha cominciato a parlargli in un inglese che mi faceva spanciare, ma più o meno tentava di dirgli che il biglietto si paga. Poi con una pacca sulla spalla lo ha graziato e con un sorriso enorme gli ha detto OK ? La parte più comica è stata quando rimasti soli nello scompartimento, ho assistito alla telefonata che l'extracomunitario ha ricevuto e alla quale ha risposto in un italiano fluente "sì, sono nei pressi di Anzola, sto arrivando, aspettatemi lì sul marciapiedi".
      Peccato non aver filmato tutto, l'avrei volentieri spedito alle FFSS.
      Alla stazione di Bolzano invece ho visto tutt'altro: extracomunitario senza biglietto e senza documenti, controllore che gli dice di scendere, quello si rifiuta e lo sbeffeggia pure dicendo che tanto non staremo lì per sempre, che il treno partirà. Il controllore se ne è fregato del ritardo della partenza, ha chiamato la polizia e non ha fatto partire il treno fin quando non l'hanno fatto scendere.

      Morale: se i controlli sono seri si riesce a sconfiggere la piaga, ma se i controlli non ci sono, inutile tentare di rifarsi su quelli che già pagano. La TPER non andrà da nessuna parte e avrà sempre il bilancio in rosso, semplicemente perché a pagare sono sempre i (pochi) soliti.

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  2. Cara Marilena, credo che non sia solo Bologna con tanti problemi come questi, ne ho sentito parlare che quasi in ogni città ce questo problema.
    Tanto per informarti pure qui ogni biglietto va convalidato prima di salire sul mezzo, penso sia solo una abitudine, e poi naturalmente avere sempre da vicino per vidimarli.
    Ciao e buona settimana, cara amica, e rassegnati non cambierà nulla! Purtroppo.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso, pure qui noi convalidiamo i biglietti e ci siamo abituati, ma se un biglietto vale 75 minuti e io cambio 5 bus, ora ci chiedono di convalidare 5 volte. E' assurdo. Soprattutto perché questo non serve a far pagare il biglietto a chi non lo paga. Purtroppo per natura non riesco mai a rassegnarmi e spero sempre che qualcosa cambi. Quando arrivi al fondo del barile non puoi più andare oltre e puoi (devi) risalire. So che ho sempre una visione "ottimistica" della vita, ma se dovessi pensare che non cambia nulla, non avrebbe nemmeno senso vivere in una società piena di melma come questa. Ciao con un grande abbraccio e buona settimana anche a te. Marilena

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  3. Bologna... è gran parte del paese che è mal ridotto, stamani ne ho avuto conferma.
    L'idea che però.... ha notevoli contro, è quella della deprecazione sociale per comportamenti gravemente lesivi della comunità come quello del viaggiare senza titolo di viaggio a spese degli altri. Se vedi un* che sale e non timbra, ecco, quello è sicuramente un parassita.
    Solo che... cosa fa poi un viaggiatore? Non ha alcun mezzo per fare alcunché. Io a volte venni alle mani ma... non può essere la soluzione.

    Allora, se viviamo in un paese con milioni di cassintegrati... perché non utilizzarli?
    Non c'è assolutamente nulla da inventare nel 2014: basta copiare quello che si faceva in moltissime città fino agli anni 60 o 70.
    Semplicemente, una seconda persona a bordo, all'ingresso che fa da controllore e venditore. Se non hai titolo e non paghi, non sali.
    Semplice.
    Invece di lasciare i cassintegrati a casa - non di rado a fare concorrenza sleale con il lavoro nero - senza spendere risorse in più che non ci sono, li utilizzi per migliorare sensibilmente l'ecologia sociale.

    Solo che questo si scontra con la giungla normativa. Intervengono i sindacati, i collettivi, le zie in marrone, le donne in nero, ... tutta la fauna italiota ostile alla correttezza e all'etica pubblica e della responsabilità.
    Dal punto di vista sistemico le società sono diventate troppo complicate e i costi di questo sono sempre più grevi.
    E' la legge di Tainter che afferma che abbiamo rendimenti decrescenti a causa dell'inarrestabile aumento della complessità e dei relativi costi.
    E nelle giungle, parassiti, furbastri, manigoldi, disonesti proliferano.

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    1. Nelle elucubrazioni della TPER c'è anche la fantasia che obbligando noi che paghiamo ad ulteriori obliterazioni, ci sentiamo automaticamente investiti della carica di poliziotti del bus e, secondo loro, ci faremo carico di rimproverare chi il biglietto non lo fa. Figurati ! Con i pazzi che ci sono in giro voglio vedere se la gente rischia la pelle per salvare la causa della TPER.
      Io continuo a rischiare la pelle con il lavavetri che mi minaccia e mi insulta e con il quale litigo in continuazione, mi impiccio se un'impiegata comunale maltratta con arroganza il malcapitato di turno, intervengo quando ad un anziano non viene ceduto il posto sul bus, ho litigato con un ragazzotto che aveva lasciato il fazzoletto con i suoi moccoli sul sedile del bus e si rifiutava di raccoglierlo ... ma con che titolo posso dire a qualcuno "lei non ha fatto il biglietto ... deve farlo".
      Quanto ai cassintegrati sì, ci starebbe soprattutto per la piaga del doppio lavoro (oltre al fatto che sarebbe ora che verificassero più accuratamente le CIG concesse .visto che vi sono alcune ditte completamente ferme, già in concordato preventivo da anni, i cui dipendenti, da anni, continuano a percepire la CIG ... ma questo è un altro discorso).

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    2. Prima cosa a me risulta che i cassintegrati siano circa seicentomila.
      Seconda cosa il cassintegrato passa le giornate a pianificare ricorsi e cause contro tutti e contro tutto, mentre calcola quanto gli manca alla pensione (tra parentesi gli vengono pagati i contributi a spese mie). Figurarsi se il cassintegrato accetterebbe di venire adibito a una qualsiasi mansione che non è compresa nel contratto collettivo a cui la sua categoria fa riferimento. Ciccio, te vuoi violare i "diritti".

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    3. Già ... hai dimenticato che il cassintegrato deve (pena la perdita della CIG) frequentare occasionalmente i corsi di "riqualificazione". E finisce così che le mie ragazze con qualche decennio di esperienza d'ufficio si sono trovate a fare un corso per imparare ad accendere il PC e i primi rudimenti per aprire un foglio di word. Oppure il collega disegnatore meccanico al quale è stato imposto il corso di contabilità (5 giornate ... sai quanto è esperto ora !!). Ah! Pure gli operai del reparto verniciatura hanno fatto 5 gg di contabilità ... ma sai com'è ... in quel momento c'era solo quello. Adesso sì che potranno candidarsi come esperti di partita doppia!!
      Se togliamo ai cassintegrati questi proficui obblighi come possono ingrassarsi i docenti che li tengono ??

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    4. Non deve affatto. I cassintegrati che conosco io fanno un lavoro in nero e nessun corso di "riqualificazione".
      Dato che la cassa integrazione è una istituzione che dipende da un accordo arbitrario e discrezionale tra azienda e sindacati, cioè lo Stato ci mette i miei soldi ma non esiste supervisione ne una legge uguale per tutti, direi che le condizioni che valgono nella situazione X possono essere e sono diverse dalle condizioni della situazione Y, tanto che ho conosciuto personalmente una tizia che era in cassa da sei anni quando normalmente si viaggia intorno ai due.

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    5. Fatta la legge trovato l'inganno.
      Come stravolgere uno strumento sensato (la CIG) e renderlo veicolo di ulteriori e gravi problemi.
      Le condizioni cambiano, gli usi sibillini e inappropriati se non dolosi di uno strumento si diffondono, le leggi e la loro applicazione rimangono le stesse.
      Non può funzionare.
      Bisogna essere agnostici. Osservo la realtà e i suoi cambiamenti e reagisco con scienza e conoscenza adeguatamente.
      A livello psicologico però questo va a violare le (neo)religioni e le (neo)morali che, come insegna Nietzsche, sono funzionali ad un culto dei padri funzionale al mantenimento di certi interessi e alla loro se non perpetuazione almeno continuazione.
      Poi i sistemi arrivano a punti di tensione talmente elevati che la loro struttura non li regge più.
      Temo che sia così, è un'illusione pensare che i sistemi possano cambiare per scienza e conoscenza.
      Essi evolvono per superamento degli equilibri dato dall'aumentare di tensioni e forze in essi.
      Approcci razionali come l'utilizzo dei cassintegrati per lavori utili, (socialmente) ecologici è una assolutamente irrealizzabile utopia razionale.

      Corsi di riqualificazione...
      Ma per cosa? La società di cosa ha bisogno?

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    6. Chiedo scusa se ho sbagliato: per la CIGS (come per la mobilità) esiste l'obbligo dei corsi, per la CIG normale forse non vi è obbligo, dovrei verificare ma ora non ho tempo.

      Lorenzo: 6 anni sono niente rapportati ai quasi 10 tra CIG e CIGS di cui usufruisce l'azienda (già chiusa ed inattiva) cui faccio riferimento io. Quando entri in CIGS firmi un bel modulo in cui dichiari di accettare le chiamate per corsi di riqualificazione o offerta formativa (se non firmi non ti erogano la cassa). E i corsi sono quelli che ho detto, che altro non servono che a foraggiare docenti, ma di certo non servono ai lavoratori.

      UOMO: riqualificazione del piffero. Oltre a quelli già citati, alcune ragazze del commerciale e della contabilità, si sono viste proporre un corso di panificazione. Hanno riso e poi ovviamente hanno aderito imparando così a fare il pane e la pizza in casa. Ma di lì a dire che le hanno riqualificate e che troveranno uno sbocco lavorativo ce ne corre (anche perché per la pizza si devono scontrare con egiziani e pakistani che hanno il dominio in quell'ambito).
      Ma ovviamente dobbiamo mantenere la macchina dei docenti, consulenti nonché il CIP che dovrebbe trovarti un lavoro ma che non chiama mai nessuno (per esperienza di una ventina di persone che in anni di iscrizione non hanno mai ricevuto una telefonata). Ma è sufficiente recarsi negli uffici del CIP ed osservare per comprendere perché non telefonano e chi vuol capire capisca.

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  4. Le cose semplici non appartengono al paese in cui viviamo. Vogliamo distinguerci sempre. Nel peggio.

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    1. Sai Remigio, tu hai ragione, ma io spero in questo caso che le voci di protesta che si sono levate riescano a sortire qualche effetto. Non può essere sempre che siamo cornuti e mazziati. La TPER ha veramente dato il peggio e ha fatto di tutto per complicare la vita agli onesti. A volte mi dico che vorrei vedere la faccia di chi partorisce certe regole, così ... giusto per vedere da vicino la faccia di un Imbecille (con la I maiuscola).
      Ciao :)

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  5. Purtroppo nel nostro Paese essere onesti vuol dire essere considerati degli imbecilli. Gli onesti pagano per tutti e, se capitano sbagliare una volta, vengono trattati come i peggiori criminali, mentre i criminali veri fanno ciò che vogliono e sono pure rispettati, perchè considerati più furbi. E' una vergogna!

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    1. Qualche mese fa ero al Comando di Polizia e c'era un signore anziano che voleva denunciare il furto del suo abbonamento bus. Mi chiedo ora che gli anziani saranno obbligati ad estrarre il proprio abbonamento per ogni bus che prendono, quante denunce di furto o smarrimento fioccheranno. Fatto salvo gli abbonamenti impersonali che non sono denunciabili e quindi finiranno nelle mani di chi li potrà usare impunemente dopo averli rubati. E tremo già solo all'idea del moltiplicarsi dei furti in generale: più obblighi gli anziani ad estrarre il portafoglio e più li esponi ai rischi di borseggio (basta guardare come ripongono il portafoglio dopo l'uso ... le signore si scordano di richiudere la borsa!!). E se fino adesso viaggiavano tranquilli con il loro abbonamento in tasca, d'ora in poi se non obliterano verranno multati ... e si sa che in fatto di memoria gli anziani non sono il massimo ... sarà dura per loro ricordarsi di cambiare un'abitudine consolidata da sempre.
      E così, giù multe senza pietà.
      E' decisamente una vergogna. Ciao Katherine :).

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    2. Non farmi ridere con i "poveri anziani", gente che ha pensioni d'oro che nessuno di noi vedrà mai, che ha cure mediche gratuite che noi ci dovremo pagare e che ha dissanguato l'Italia. Dove pensi siano finiti i 30-40 mila euro di debito che abbiamo a testa, neonati inclusi?

      Uno dei tanti problemi di questa pseudo-nazione è che esiste un ovvio conflitto generazionale tra i vecchi iper-garantiti e tutelati e i giovani che devono farsi carico dei costi con sempre minori opportunità e risorse.

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    3. Il problema del conflitto intergenerazionale posto all'attenzione da Lorenzo è uno dei più gravi e anche il meno dibattuto, il più celato, bandito.
      Forse ancor più del problema dello tsunami migratorio.

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    4. La TPER per abbonamento anziani intende "di età superiore ai 70 anni".
      Bologna ha una tradizione di artigiani, piccoli laboratori. Se mi dici che molti di loro hanno accantonato risparmi, ci sta, ma non hanno certo pensioni d'oro (a meno che per te 600 € siano oro). Un'altra fetta è composta da gente che lavorava la terra (sai la campagna emiliana ...) e per loro vale la stessa pensione. E non dimenticare che questi anziani sono quelli che ai tempi che furono, lavoravano (come mia madre o come qualche collega anziana che ho avuto) spesso per azienducole che non versavano i contributi. Mia madre si è spaccata la schiena lavorando una quantità di ore incredibili, salvo poi accorgersi, il giorno che ha voluto la pensione, che le spettava la minima (erano 450€ ora non so, perché mia madre non c'è più), ma ti assicuro che sono stata parcheggiata fin dalla culla ovunque perché i miei lavoravano e basta.
      Hanno tutti risparmiato, questo sì, siamo un popolo che la manica se l'è arrotolata sempre e questi anziani sono quelli che non sapevano cosa erano le vacanze, facevano il pic-nic a ferragosto. Hanno risparmiato, ma ora non si ingrassano certo con la pensione e i loro risparmi ora servono a foraggiare figli e nipoti che sono quelli che perdono il lavoro.
      Per le cure mediche stenderei un velo pietoso: dato il continuo taglio, ora le liste di attesa sono lunghissime. Mio padre ha 85 anni e un anno fa si è dovuto operare di cataratta ad entrambi gli occhi. Tempo di attesa: 1 anno e mezzo. Tu capisci che a quell'età non puoi aspettare così tanto !! Per operarsi ha aperto il portafoglio, quindi avrei qualcosa da ridire sulle cure mediche gratuite che su carta esistono, ma nella realtà cozzi contro attese che quando hai una certa età non ti puoi permettere.

      E comunque obbligare anziani a mettersi le mani in tasca continuamente, ricchi o poveri che siano, significa anche mettere a rischio la loro incolumità. Chi ti scippa o ti rapina non sempre è delicato e con una spinta ti può far cadere malamente e neanche con una pensione d'oro ti riprendi. Il che esula dal discorso del conflitto generazionale.
      E con molta semplicità: se sono over 70 e pago ad inizio anno un abbonamento che mi dà il diritto di girare illimitatamente su qualsiasi bus, non si vede perché devo continuamente estrarlo e vidimarlo. Ho pagato un servizio e l'ho pagato in anticipo. Mostro l'abbonamento ad un controllore che giustamente ha titolo per chiedermelo, ma basta così.

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    5. Tutti invecchiamo, tutti dobbiamo morire. Non capisco però perché, ammesso che uno abbia "lavorato una vita", ipso facto la protesi all'anca gliela devo pagare io. Al massimo gliela dovrebbero pagare i suoi figli e nipoti, io come ci entro? Se poi io fossi ricco, se guadagnassi 50 mila euro al mese, potrei dire "va be, tanto ne ho a strafottere, paghiamo la protesi al vecchietto". Ma il fatto è che mentre il vecchietto vive a casa sua, io devo pagare il mutuo con lo stipendio del call center. Quindi ho meno soldi del vecchietto e gli devo anche pagare la protesi.

      Riguardo i tempi di attesa, se non può aspettare un vecchio che passa le giornate a guardare i piccioni, pensa se può aspettare uno che deve andare a lavorare, che ha una famiglia, eccetera eccetera. Quando vai all'ospedale è la stessa cosa che andare alla mattina alla COOP, ti trovi davanti la fila di vecchietti che sono li e si lamentano. Tu hai lo stesso problema da risolvere che hanno loro ma mentre se tu stai li poi non mangi, loro non hanno altre preoccupazioni.

      Se hai qualsiasi età e paghi l'abbonamento, per avere "diritto" a girare "illimitatamente" mi devi pagare una cifra "illimitata".
      Altrimenti significa che il costo dello "illimitato" finisce per essere caricato sul mio conto, che è limitato.

      E a me girano.

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    6. Avrei preferito che tu avessi detto che la protesi all'anca gliela deve pagare quello che l'ha scippato e l'ha fatto cadere.
      Ricordati che quell'anziano ha versato per una vita ciò che tu stai versando ora, anche lui è stato giovane e ha pagato per gli anziani prima di lui. Il sistema non l'ho creato io: è questo e lo puoi contestare per mille ragioni, ma non perché tu stai pagando per lui quando lui prima di te ha fatto la stessa cosa.
      Io ho goduto di ottima salute e ho versato soldi in quantità, se me li avessero lasciati vivrei alla grande, quindi anche io potrei chiedere: a che sono serviti i soldi che ho versato per una vita se ora che ho avuto qualche bisogno mi sono dovuta pagare tutto di tasca mia ? E io non ho 85 anni.
      I tempi di attesa non si riferiscono al tempo portato via ai piccioni. Quando stai male come un cane e sei piegato in 2, hai bisogno di una diagnosi veloce e vale per l'anziano e per il giovane. Non è una gara: il giovane che dovesse operarsi di cataratta deve aver diritto di farlo velocemente perché la sua quotidianità esige una buona vista, l'anziano ne ha bisogno per conservare un minimo di autonomia (mio padre è vispo e lavora ancora, ma senza vista era a carico della famiglia: non poteva più guidare, andare a fare la spesa, cucinare per sé, ecc.). Ripresa la vista ha ripreso la sua autonomia. Quindi ti potrei dire: perché se ha pagato per una vita, ed io stessa ho pagato per una vita, dobbiamo ancora sobbarcarci sacrifici (fatti da me o nel dover assumere una persona che lo seguisse) e non abbiamo come famiglia, diritto ad avere un servizio che abbiamo profumatamente pagato ?
      Quando pagavo io i contributi, qui in E.R. la sanità era considerata un'eccellenza (tanto che ci sobbarcavamo non so quanti provenienti da fuori regione) e rapidamente facevano tutto. Ora che ne ho bisogno io, è tutta una schifezza. A te girano, ma a me girano di più.

      Per l'abbonamento esiste una tariffa che ha deciso la TPER consentendo per quell'importo di viaggiare illimitatamente (vale per anziani, studenti, ecc. con diverse opzioni); il fatto di far estrarre l'abbonamento 5 volte per vidimarlo se prendo 5 bus, non incrementa la cifra che incassa la TPER, incrementa solo il rischio di chi lo estrae.

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  6. "Ricordati che quell'anziano ha versato per una vita ciò che tu stai versando ora"
    Assolutamente FALSO.
    Il problema del Debito Pubblico e in particolare della Previdenza è proprio questo e cioè che non esiste accantonamento, la contribuzione viene spesa immediatamente per pagare le prestazioni degli assistiti, i quali quindi non ricevono una prestazione basata su quanto hanno accantonato ma una "regalia" del tutto arbitraria, che può essere di meno o di più (di solito di più) di quanto gli spetterebbe.

    Il fatto che io lo debba scrivere qui come se fosse una novità è l'ennesimo chiodo che pianto sulla bara dell'Italia.

    Riguardo al rapporto quanti-quanto, è evidentemente un altra cosa che non funziona come credi te. Infatti il sistema previdenziale è stato concepito, oltre che per fallire anche con l'idea della CRESCITA INDEFINITA, quindi il fallimento sarebbe stato spostato in avanti dal fatto che sempre più ricchezza si sarebbe prodotta e questo avrebbe compensato. In realtà per motivi di DEMOGRAFIA e poi di DE-INDUSTRIALIZZAZIONE, i vecchi di oggi consumano molte più risorse di quanto i giovani (meglio, i lavoratori attivi) siano in grado di accantonare.

    In questo momento l'Italia si indebita perché spende più di quanto raccoglie con il prelievo fiscale. Sta facendo la stessa cosa dagli anni '70. Con la differenza che la pressione fiscale è andata aumentando proprio perché la Spesa (le trre voci principali sono Stipendi, Sanità, Previdenza) è aumenta più rapidamente di quanto sia aumentata la ricchezza prodotta (e raccoglibile). Allo stato attuale lo Stato sta SCIENTEMENE prelevando dai risparmi delle famiglie invece che dai redditi, perché i redditi non bastano.

    Il discorso dei tempi non ha alcun senso.
    Se decidessi io, darei la priorità ai giovani, prima li metto in piedi e prima possono mettersi a pedalare e sostenere gli altri.
    Dare la stessa priorità ai vecchi, che pur senza colpa, possono solo consumare risorse, significa buttare sabbia negli ingranaggi.
    Chiaro che qui non stiamo dicendo di fare morire un anziano per guarire un brufolo di un giovane. Stiamo dicendo che a parità di disturbo, non ha senso che l'anziano stia nella stessa fila di gente che, quando aspetta, produce un danno non solo a se stesso ma a tutta la collettività.

    La tariffa dell'abbonamento è esattamente come la pensione, cioè una cifra del tutto arbitraria. Potrebbe essere di meno o di più, indipendentemente dal bilancio dell'ente che eroga il servizio. Alla fine è di meno, quindi l'ente produce un passivo che viene ribaltato sulla collettività.

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    1. In società sane, non decadenti, i vecchi sono sacrificabili.
      In società marce, decadenti, i vecchi hanno la priorità su tutto.

      E poi ce la vendiamo con la favoletta che i vecchi contengono sapere e saggezza. In realtà se la tribù non manda in giro i cacciatori, muoiono tutti di fame. Che è quello che faremo noi. Ci metteremo un po' ma siamo avviati.

      Nello stesso tempo chiaro che popolazioni affamate che ci circondano, vedendoci marci e decadenti, vengono qui ad invaderci. E noi, invece di opporre gli opliti, opponiamo i vecchi col loro abbonamento "illimitato".

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    2. Lorenzo, non è che posso scrivere un trattato quando rispondo (oltre a non essere qualificata, ho pure una grande difficoltà di sintesi e te lo dicono i miei post che son sempre lunghi eterni). Quando ho scritto che l’anziano ha versato quanto versi tu ora, intendevo dire che il meccanismo era concepito perché di generazione in generazione si versassero soldini pro-pensioni. Tuo padre pagava le pensioni dei nonni, tu paghi quella di tuo padre.
      Che poi il meccanismo sia stato malgestito e i conti non sono stati fatti bene è un altro discorso. Assurde pensioni baby, squilibrato calcolo del sistema contributivo, erosione della consistenza Inps per le passività ex-Inpdap, super pensionati che percepiscono pensioni per le quali non hanno versato nemmeno la metà dei contributi (che manco se crepano ce ne liberiamo visto che esiste comunque la reversibilità) e se ricordo bene occorrono i contributi di più di 2milioni di lavoratori per pagare le 100mila super-pensioni, pensioni sociali erogate ai familiari degli extra-comunitari – che non hanno mai versato un contributo - che richiedano il ricongiungimento (e poi se ne tornano al paesello e gli mandiamo la pensione a domicilio) …. l’elenco è lunghissimo.
      Aggiungi al carrozzone tutti i danari spesi negli anni per pagare i TFR di aziende fallite (io 20 anni fa impiegai 6 anni per riceverli, ma poi li ho ricevuti dall’INPS e pure quelli sono soldi prelevati dalla contribuzione) perché l’Italia non ha mai destinato l’ente che se ne facesse carico (e non ha mai vigilato sugli accantonamenti aziendali) come quelli erogati per finte invalidità, o quelli di disoccupazione che diamo alle badanti che poi lavorano in nero e avanti di questo passo.
      Miscela a questo parzialissimo cocktail l’inefficienza degli uffici che ha fatto nascere il carrozzone dei patronati –pure essi spesso inefficienti - che costano cifre vertiginose (prova ad andare all’INPS per una banale pratica: la prima risposta che ti danno è “ma perché non va ad un patronato ?”), soldi che potrebbero essere destinati a rimpinguare le casse INPS. Io, che sono una rompiballe, mi sono sempre, per quanto possibile, rivolta direttamente agli uffici INPS: mi sono fatta odiare, ma non mi andava giù che solo per loro pigrizia io dovessi rivolgermi ai patronati facendoli ingrassare (già solo chiedere una stampa dei tuoi contributi fa aprire una pratica che farà loro incassare soldi). E, provare per credere, andare con appuntamento in quegli uffici di pomeriggio –quando sono chiusi al pubblico- e aver voglia di ritornarci con un kalasnikov è un tutt’uno visto il clima da party che vige.
      I costi che ne risultano sono vergognosi. E’ chiaro che è prevedibile il default dell’INPS e la non pensione per i giovani.

      E sono stata sintetica nelle mie esposizioni.
      .... SEGUE

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    3. La tua teoria di dare precedenza ai giovani cozza con le realtà familiari: se posticipi l’autonomia di un anziano, ti toccherà provvedere a lui in termini di assistenza. Tu, giovane, sei in piedi e pedali ma dove pedali se a casa hai qualcuno da accudire ? E allora ti prendi la badante e buona parte dello stipendio lo metti lì, non mi sembra una gran furbata. Quindi a parità di disturbo vanno curati entrambi. Pensavo di aver reso l’idea parlando di cataratta: se non operi mio padre 85enne, quello non ci vede e tocca a me accudirlo salvo assumere la badante. Mi sono scontrata con il problema in occasione della malattia di mia madre che la portò alla morte: per me, figlia unica, che lavoravo mediamente 12 ore al giorno fu terribile non trovare sostegno di nessun tipo da nessuna parte. E se anche le aziende all’inizio ti danno appoggio e ti lasciano consumare qualcosa dei 55 giorni di ferie arretrate che hai accumulato perché quasi mai fatte, poi ti pretendono al lavoro. Gli ospedali non trattengono il paziente più di tanto (costa troppo) e ti liquidano con “la riporti se nota un peggioramento” e così cerchi la badante a cui donerai parte dello stipendio che ti sei guadagnata pedalando (la trovai ucraina che insisteva a voler essere assunta non in regola proprio perché percepiva la disoccupazione). Mi sono permessa di portarti questa esperienza perché vissuta sulla mia pelle. La teoria/filosofia è sempre affascinante, all’atto pratico quando dentro alla merda ci sei tu, la pratica ti fa rivedere tante teorie e ti incazzi perché a nessuno gliene frega niente della salute del tuo anziano.
      Asserire che i vecchi sono sacrificabili ha senso solo se decidi di sterminarli e penso tu non intendessi questo; se li fai vivere devi assicurare loro una vita dignitosa comprensiva di cure ed assistenza, in caso contrario te li trovi sul gobbone tu e non la società. Beato te se hai una famiglia numerosa con cui dividere le pene e gli oneri derivanti. Ma se la tua famiglia è mini, credimi che devi pedalare tanto e pur pedalando sei fermo e dannatamente solo e pure tu chiedi la parificazione della sanità per vecchi e giovani.

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    4. PS: costi degli abbonamenti e dei biglietti sono in linea con i costi di altre città (anzi i nostri biglietti hanno una durata inferiore alla media dei 90’) e l’abbonamento con corse illimitate ce l’avete pure voi a Milano come in tutte le città. Non sono i viaggi degli studenti e degli anziani a pesare sul bilancio (gli anziani poi vanno in centro mediamente 2-3 volte la settimana solo per fare un giretto al Mercato delle Erbe o giù di lì). Quello che pesa sono tutte le masse che non pagano: già scritto che su 15 che salgono solo 4 pagano il biglietto (quando va fatta bene).
      Fatti un giro sul bus qui dopo le 8 o 9 di sera: tutti extracomunitari, nessuno che paga … sono tutte corse inutili che possono essere ridotte anziché fare (in alcuni luoghi) una corsa ogni 15 min. – e meno corse equivale a meno costi - e basterebbe già solo controllare quelli per far fioccare multe (salvo poi esigerne con forza il pagamento come dice UOMO).
      Fidati di chi, come me, ha preso tanti bus e affidandomi ai miei occhi e non alle corbellerie di statistiche fatte dietro ad una scrivania, può dire qualcosa sull’argomento. Ribadisco che pontificare regole da una scrivania non serve a niente se non conosci la realtà del tuo prodotto.

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    5. No, capiamoci.

      Il mito del "vecchio in salute" che gioca a tennis, va in moto e tromba tutte le sere è una cosa che non solo è difficilmente realizzabile in pratica ma quando ci si prova, ha dei costi insostenibili. Il vecchio può benissimo andare a giocare a carte ai giardinetti e quello non ci costa nulla. Non c'è scritto da nessuna parte che il vecchio deve per forza andare in crociera alle Maldive o che deve fare le cure termali ogni anno, o che bisogna curargli ogni possibile problema di salute perché campi centovent'anni.

      Nell'Italia di oggi esiste una "dittatura" di questi vecchi egoisti che si sono presi tutto l'immaginabile e adesso dicono "è il patto generazionale, tu mi paghi pensione, cure, ginnastica, feste da ballo e crociere, poi un giorno qualcuno le pagherà a te". Col cavolo. Il risultato semplicemente è che l'Italia è fallita, come se il tuo babbo avesse comprato una Ferrari a tuo nome e tu non potessi pagare le cambiali.

      Sopra questo fatto puramente meccanico, cioè comprare una Ferrari quando poteva bastare una panda o anche la bicicletta, si è aggiunto il problema della decrescita demografica, ovvia conseguenza del fatto che la vita è dura e che la gente vive per consumare, e il problema della de-industrializzazione, che adesso fa vivere meglio i cinesi e peggio gli Italiani.

      Il discorso degli abbonamenti: chissenefrega di Milano o di Calcutta. NON LI VOGLIO PAGARE IO.
      Se per fare andare un autobus da A a B si spendono X euro, bisogna trovare il modo di sostenere questa spesa e il costo deve essere caricato SOLO sugli utenti degli autobus (posso capire la ripartizione su tratte redditizzie e tratte non redditizie). Non ha senso che sia io a pagare l'abbonamento del vecchio perché gli devo garantire la mobilità. A me nessuno garantisce niente, quindi ognuno si paga quello che consuma.

      Nota che vale per qualsiasi cosa. Se io mi devo pagare la TAC, allo stesso modo se la paga il vecchio, altro che ESENZIONE.
      Chiaro che lo Stato deve supplire nei casi in cui una persona necessiti di cure e sia incapiente ma questo vale per chiunque.

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    6. Se poi tu argomentassi che io posso permettermi di spendere perché lavoro e il vecchio no perché poverino è in pensione (dopo avere lavorato una vita bla bla), guarda che è esattamente il contrario. Io sono disoccuato o ho un lavoro precario e devo pagare le rate per la casa, la macchina, eccetera, il vecchio invece ha un vitalizio garantito che spesso è uguale o superiore al mio stipendio, quando ce l'ho e non ha debiti da pagare. Quindi paradossalmente siamo al punto che chi sta bene economicamente, cioè i pensionati, chiedono a chi sta male, cioè i "lavoratori attivi", di pagargli I LUSSI, non il mangiare o il riscaldamento.

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    7. Il discorso della badante: chiedi a tuo babbo come ha fatto lui col suo.

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    8. Mio padre aveva 5 tra fratelli e sorelle. E poi c'eravamo noi nipoti: 9. Non fu difficile stabilire una turnazione e suo padre fu equamente suddiviso senza problemi e c'era sempre qualcuno disponibile a trasportarlo per una visita o per un bisogno.
      Io sono figlia unica, mia madre non c'è più, mio figlio è figlio unico e ancora non ha figli.
      Ergo: mio padre me lo cucco tutto io (come già fu per mia madre).
      Come alcune amiche che ho (che addirittura sono sole e non hanno manco figli, quindi mentre ora assistono i loro genitori si chiedono chi assisterà loro visto che non hanno figli).
      E mio figlio si cuccherà la sottoscritta; pure io avrò la badante che pagherò con i miei risparmi (perché la pensione non basta per badante e sopravvivenza), sperando di non campare a lungo così da non dover far pagare a mio figlio che con il suo misero stipendio non se lo potrebbe permettere.

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    9. Una volta il babbo finiva buttato su una sedia, in casa o all'ospizio. Ma che "trasportarlo", ma che "visita". Una volta la "visita" era il medico condotto con lo stetoscopio. Sopratutto ma che "medicina preventiva".

      Ti spiego l'arcano: adesso quando un vecchio va dal medico e dice "mi fa male il braccio", il medico gli compila 10 impegnative per fare 20 esami, tanto il vecchio non ha niente da fare e di solito ha l'esenzione per cui non paga il ticket. Grazie agli esami il medico scopre 5 o 6 cose che non vanno e prescrive un tot di medicine e cure. Il vecchio quindi viene restaurato e tira avanti. A parte il costo di tutta la manfrina, è chiaro che questo include anche un costo in termini di "assistenza". Una volta non c'era niente di tutto questo, si aspettava la prima bronchite e il vecchio se ne andava.

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    10. Io non so che anziani conosci tu, ma non sono quelli che conosco io. Nel mio condominio di 12 appartamenti, 8 sono occupati da anziani (over 70). Non hanno mai giocato a tennis, c'è chi va nell'orto, c'è chi si diletta con la bici, chi passa la giornata a chiacchierare con gli anziani del palazzo di fronte. Vanno a ballare - di tanto in tanto - al sabato sera in una balera. D'estate tutti a casa e vacanze zero. L'orto comunale che mi hanno assegnato è fatto in prevalenza di anziani (parliamo di ca. 300 orti): escludendo quelli del sud che per 20 gg tornano dai parenti e qualcun altro che si aggrega alle gite della parrocchia o divide l'appartamento di proprietà al mare con parenti, figli, ecc. e quindi manca per 20 gg, tutti gli altri sono sempre lì, presenti.
      E mi raccontano dei loro sbandamenti per problemi all'udito, ma la lista di attesa è di 1 anno, o dell'esame X che devono fare per il quale non c'è posto e allora devono aprire il portafoglio, ecc.
      Questa è la realtà che vivo io quotidianamente e non mi sembra di poterli definire "vecchi egoisti".
      E' gente che non ha vissuto negli agi come ho vissuto io; sono quelli che si spaccavano la schiena come la generazione attuale non sa fare e sono quelli che trascorrevano le ferie a casa a differenza della mia generazione o di quelle successive a cui veniva un attacco isterico se non faceva un week al mare e un viaggetto all'estero, minimo, all'anno.
      E' gente che vive con pensioni da 600€/al mese, o poco più, e grazie al fatto che si è spaccata la schiena e ha risparmiato senza concedersi extra, può pagare una visita e ha aiutato i figli a comprare casa e resta pure qualcosa per i nipoti.
      Sono questi gli anziani che conosco io e che mi rifiuto di chiamare egoisti.

      Non so se la generazione subito dopo la mia potrà dire di aver fatto altrettanto visto che l'unico pensiero è lamentarsi del misero stipendio salvo poi dilapidarlo in abiti, viaggi ed i-phone perché sembra che altrimenti non si può vivere. Intendiamoci: sono contraria al precariato, agli stipendi da fame ecc. ma mi sembrano più egoiste le nuove generazioni rispetto alle precedenti.

      Conosco anche gli anziani che vanno alle Maldive (ex dirigenti di azienda), ma mi bastano le dita di una mano per contarli.

      Le terme, per la mia esperienza, erano frequentate una volta da masse di anziani sovvenzionati INPS, ma negli ultimi anni vedo prevalentemente giovani che si fanno massaggiare nei beauty center, pochissimi fanghi per anziani (confesso però che conosco la realtà di Abano e non altre). E mi chiedo quei giovani come fanno a pagare (oltre a chiedermi che razza di bisogno hai a 25 anni di farti massaggiare ... io a quell'età avevo tutto di cemento e non ballava niente). Capricci !!

      E, scusa se punzecchio, tu hai un cellulare da 500€, il mio è un vecchio Nokia con cui telefoni e non ci fai il caffé, che costò 30€ e regge da almeno 8 anni e non mi lascio incantare dal nuovo che avanza perché non me ne frega una ceppa. Mio padre ce l'ha anche più vecchio, tanto non lo usa mai. Anche questa è differenza generazionale.

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    11. "adesso quando un vecchio va dal medico e dice "mi fa male il braccio", il medico gli compila 10 impegnative per fare 20 esami"

      E' l'adesso che non ci sta. Non entro in particolari (non posso e non voglio), ma esperienza personale del mese di maggio che ha dell'incredibile per chiunque la conosca. Con il medico ci litighi per avere 1 impegnativa, altroché 10, perché ti sbandiera il taglio dei costi della sanità e l'intensificarsi dei controlli. Alcuni esami specialistici sono addirittura stati tolti dalla prescrizione del medico di base (es. una risonanza specialistica) e possono essere fatti solo "in seguito ad un percorso interno ospedaliero", che significa che devono essere prescritti solo in seguito a ricovero, peccato che pur stando male come un cane (3 entrate al pronto soccorso), più che farti una flebo di droga, non ti ricoverano nemmeno sotto minaccia. Ho perso un mese davanti alle ottusità ospedaliere e ti assicuro che non stavo più nemmeno in piedi e quei pochi esami che sono riuscita ad ottenere sono stati superficiali e grazie al declino della qualità dei medici presenti nelle strutture pubbliche nessuno è arrivato ad una conclusione.
      Ho aperto il portafoglio (aperto molto molto) e in una struttura privata in 10 giorni hanno capito tutto.
      Questo è quanto succede qui, ma magari voi a Milano ancora non siete arrivati a questa vergognosa situazione delle eccellenze bolognesi.
      Hanno anche chiuso un grosso reparto di un noto ospedale che raccoglieva un bacino di utenti incredibili per gli esami del sangue, adesso per farti un semplice emocromo aspetti 1 mese se ti va fatta bene, e ti mandano a 50 km da Bologna, figurati se ci va il vecchio e figurati se glielo prescrive il medico !!

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    12. Il "modello" del vecchio che salta le staccionate e tromba la vicina di casa non l'ho inventato io, è quello che vedi in TV. Ed è parte della propaganda che voleva l'Italia grande potenza economica con il migliore "stile di vita", che gli Americani crepano a 60 anni e i nostri vecchi campano fino a 100. Tante grazie, gli Americani si devono pagare tutto di tasca loro mentre da noi ci pensava la mamma-Stato.

      Chiaro che in questi giorni il "modello" sta collassando. E a te sembra la fine del mondo perché l'Emilia, essendo regione rossa per antonomasia, era l'epicentro della finzione cartonata del "benessere" provveduto dalla mamma-Stato. Ti hanno mai detto che a Cuba c'è un sistema sanitario che noi ce lo sognamo? Che ci sono eccellenze nella ricerca e nella cura delle malattie? Ci pensa mamma-Stato.

      Nonostante che a te la situazione attuale sembri la calata dei Visigoti, non è affatto cosi. Non è "ovattato" come prima ma siamo ancora lontani dall'ospedale che non ti cura perché non puoi pagare e che ti presenta 30 mila euro di fattura per una appendicite. Che è quello che capita normalmente nei posti dove le cure mediche te le paghi di tasca tua e dove l'ospedale è una azienda che mira a fare utili.

      Ancora, ovvio che si tratta di raggiungere un compromesso, io vorrei un sistema sostenibile.
      Ma un conto è un compromesso basato su dati di fatto e su una pianificazione razionale, un altro conto è un compromesso basato su delle ideologie. Le ideologie sono metafisica, quindi tutto si basa su dei dogmi di fede. Quando basi tutto su dei dogmi di fede ovviamente non ti poni il problema di cosa è razionale e cosa non lo è, perché è tutto inserito in un disegno più ampio, cosi ampio che la verifica della fattibilità è spostata nel futuro remoto oppure fuori dal piano reale.

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    13. Ah, io non possiedo nessuno smartphone, ho un cellulare Nokia, detto anche "feature phone", da poche decine di euro. Me l'ha regalato mio fratello circa 5 anni fa.

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    14. I pensionati che conosco io sono ex-impiegati di azienda o di banca che sono andati in pensione da dirigente col trucco della promozione in vicinanza del pensionamento o come bonus per l'uscita anticipata e che prendono pensioni superiori, a volte molto superiori, allo stipendio medio degli attuali impiegati di azienda o di banca. Con un rapporto del doppio, non di 10 euro in più. E sopra questo aggiungi il TFR con il quale hanno comprato la casa al figlio o l'hanno investito in obbligazioni oppure ci hanno comprato dei box che adesso affittano.

      Conosco anche insegnanti andati in pensione a 45 anni e operai pre-pensionati appena dopo, intorno ai 50. Tutti col metodo retributivo, cioè col 70% dell'ultimo stipendio percepito.

      Non conosco braccianti agricoli, mea culpa.

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    15. Ah poi nel caso dei vedovi, devi ovviamente sommare due pensioni, grazie alla reversibiltà, quindi il rapporto con lo stipendio dell'impiegato attuale può anche essere del triplo.

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  7. 1) Puoi anche definire l’Emilia di una volta come finzione cartonata, tuttavia stando ai fatti qui gli ospedali funzionavano ed eravamo invasi dai fuori regione (a me questa cosa mi infastidiva pure, perché ricordo ad es. l’appendicite di mio figlio dove ci trovammo in una stanza da 6 posti letto con 10 letti stipati in tutti i versi, più mamme al seguito ed erano tutti calabresi, campani e pugliesi. Mi chiesi, posto che il loro problema non fosse risolvibile in loco, se tra noi e loro non c’erano altre regioni).
    Come finzione mi stava anche bene, che la dirigesse la sx non mi turbava perché il risultato c’era e tanto bastava (non mi interessa chi governa: laddove esiste un risultato mi tolgo tanto di cappello e sono obiettiva quanto basta per riconoscerlo).
    Il problema è che ora i medici bravi sono quasi tutti migrati nelle cliniche private e quel che resta del servizio pubblico oltre a non garantire qualità, non garantisce nemmeno la tempistica.
    Sì, so di Cuba, anche se quando andai e parlai con dei locali (per quel poco che osano sbottonarsi quando parlano), non era proprio tutto così roseo, nel senso che potevano contare su medici assolutamente qualificati, ma poi il contorno dei servizi era faticoso, per non parlare poi di alcuni medicinali che costavano più del loro stipendio (ergo, puoi anche crepare), altro che mamma Stato. Di sicuro posso dare loro atto che hanno una marcia in più nella formazione dei medici –che sono appetibili e ricercati ovunque- cosa sempre più rara qui nella nostra realtà. Qui (e parlo di Bologna) sta crollando tutto; a volte leggo sul quotidiano i ringraziamenti rivolti a qualche reparto o medico e sbarro gli occhi e mi chiedo perché non li incontro mai io (o quelli che conosco) questi reparti/medici. Parlavo con un medico che lavora nel pubblico, lui stesso mi ha detto: quando vieni qui devi essere fortunata e incrociare il giovane medico che sta facendo specializzazione, animato dall’entusiasmo ed allora ti dedicherà tutto se stesso, salvo poi, una volta formatosi, cercare la sua collocazione nel privato; in alternativa il “vecchio” medico navigato che per indolenza non lascia il pubblico perché gli manca poco alla pensione. Se non incroci una di queste 2 categorie sei fottuto e ti becchi, il figlio di, il nipote di, quello che se ne frega tanto lo pagano preciso, quello che fatta la biopsia ha già il cellulare in mano e manda SMS, ecc. Qui c’è ben di più che il cozzare tra pianificazione ed ideologia: qui succede che fra un po’ non abbiamo nemmeno medici preparati. Non era ovattato, funzionava ed ora non funziona più; siamo in troppi a non essere curati e a dover pagare per esserlo e non è possibile che con chiunque io parli la conclusione sia la stessa. Sai quanti mi dicono: non vado nemmeno dal medico a fare l'impegnativa, tanto anche ammesso che trovassi il posto nel giro di poco, so già che non mi fiderei della diagnosi, tanto vale che vado in clinica direttamente e mi risparmio il ticket (non a caso un'eco nel pubblico: 10 minuti; un'eco nel privato 35 minuti ... e non perché sono più lenti). Siamo vicinissimi all'ospedale che non ti cura perché non puoi pagare.

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  8. 2) Se anche non possiedi uno smarthphone hai capito benissimo cosa intendo nel rimarcare anche questa differenza generazionale.

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  9. 3) Nell’elencare i pensionati che conosci tu, hai riepilogato quanto avevo citato io parlando di mala gestione del sistema. Come ti avevo scritto, sopra (…. Assurde pensioni baby, squilibrato calcolo del sistema contributivo, erosione della consistenza Inps per le passività ex-Inpdap, super pensionati …). Se il sistema fosse stato gestito con più rigidità, nonché oculatezza, probabilmente (e sottolineo probabilmente, perché non ho strumenti e conoscenze tali per cui io mi possa mettere a tavolino a certificarne la congruenza) avrebbe retto. Odio la matematica, ma arrivo a comprendere che uno che va in pensione a 40 anni con 20 di contributi non ha accantonato a sufficienza per ricevere una pensione fino ai suoi 80 anni (anche posto che ci sia un INPS così capace da far fruttare al meglio i suoi accantonamenti). Il problema è che non l’ha capito chi ha partorito la legge, o meglio: sai meglio di me che l’avevano capito, ma avevano necessità di consensi (e nessuno del privato che abbia mai sputato in faccia ai sindacati che non si opposero o stracciato la tessera per lo squilibrio e l’ingiustizia). Ma a fondo, ripeto, non puoi accusare il vecchio che stai mantenendo, non è lui il colpevole, accusa qualcun altro che ti obbliga a mantenerlo perché ha dissipato le risorse. E confrontandoci abbiamo visto che vi sono anziani di categorie diverse (mio padre ha lavorato dai suoi 14 anni fino ai 78 ca. e prende quasi 700€ … ). Non a caso molti vanno a vivere all’estero (Tunisia, Bulgaria, ecc.) perché solo là riescono ad avere un tenore di vita decoroso.
    E comunque se tu avessi avuto l’opportunità di andare in pensione a 40 anni ci saresti andato pure tu, così come avrei fatto io, in caso contrario saremmo due merli a non averlo fatto.
    Il marcio sta nell’aver dato l’opportunità, non nell’averla colta.
    Il marcio sta nel non intervenire a gamba tesa su super-pensioni, nel non aver il coraggio di fissare un tetto massimo, nell’eliminare le pensioni sociali agli extra-comunitari che non siano residenti in Italia (orrore !! come oso?), ecc. che non sarebbero la soluzione, ma almeno un bel risanamento. Meglio alzare l’età: voglio vedere uno che guida il bus andare a lavorare fino ai 70 anni, magari con cataratta non operabile nell’immediato perché la lista d’attesa è di un anno: prendilo tu il bus di uno che guida in quelle condizioni.
    Il tandem alzare l’età e disintegrare la sanità è l’autostrada per non pagare le pensioni.

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  10. 4) Reversibilità: anche questo è un discorso che potrebbe essere facilmente risolto. Così come riducono la reversibilità nel caso in cui il tuo reddito si alzi, allo stesso modo sarebbe sufficiente concedere la reversibilità parametrandola sin dall’inizio a quello che è il reddito di chi deve beneficiarne (quantomeno quando parliamo di cifre stratosferiche). Ma ci vogliono le palle per farlo.

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