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martedì 2 settembre 2014

LE CHIAVI

Una delle cose che feci subito appena abbandonata l'attività lavorativa, fu di cercare di alleggerire la mia borsa. E' risaputo che noi donne abbiamo al seguito di tutto e stando tante ore fuori casa è chiaro che dentro alla borsa ficcavo anche quanto mi sarebbe occorso per affrontare qualche notte nel deserto. Con grande sollievo estrassi tanti ammenicoli che non mi occorrevano più nella mia nuova vita.
E con ciò pensavo di viaggiare finalmente leggera, ma così non è, quella borsa continua a pesare in modo indegno.
Ho rifatto l'inventario ed ho capito: le CHIAVI. 
Sì, sono loro che mi fanno girare rischiando la lussazione della spalla.

Le chiavi di casa inizialmente erano 4: il portone, la porta di casa, la cassetta della posta e la cantina. Ma poi qualcuno tentò di forzare la porta ed ecco che montammo la sbarra, quella tosta degna dell'Area 51, salvo poi ripensarci ed aggiungere un cancello (con chiave geneticamente modificata.... lunga come un cetriolo, pesante come una zucca). Dopodiché i vicini ci raccontarono che erano entrati i ladri nella loro cantina e, memori dell'esperienza, aggiungemmo una sbarra (con chiave anomala, da caveau) e lucchetto pure lì.

E le chiavi da 4 sono divenute 8.
E poi c'è la bici parcheggiata in cortile per la quale inizialmente viaggiavo con la sola catena che mi hanno detto viene tranciata con estrema facilità e allora compra anche un secondo catenaccio ad U = altre 2 chiavi.
E poi le chiavi dell'orto: inizialmente solo una, quella di entrata generale, ma poi il susseguirsi di furti pure lì, mi ha spronata a recintare il mio orto e dotarlo di cancello con lucchetto.
Altre 2 chiavi.
E poi l'auto: era una sola chiave elettronica, fino a quando mi hanno scassinato la portiera di destra (in seguito anche quella di sinistra) e sentendo cosa costava rimontare un meccanismo con telecomando ho rinunciato accontentandomi di una serratura "normale" per le portiere, ma ho dovuto conservare la precedente chiave per il portellone posteriore.
Altre 2 chiavi.

Foto presa dal web
Fanno un totale di 14 chiavi che sono una follia, forse ne hanno meno le guardie carcerarie di Regina Coeli.
E che chiavi !! Sempre più grandi, sempre più grosse, sempre più pesanti.

E si riconduce tutto ad un unico fattore determinante: proteggersi dai furti, evitare che sbandati decidano di venire ad approvvigionarsi a casa tua o che ti derubino dei tuoi mezzi di locomozione.
Per i nostalgici può anche andare bene: è come possedere quei vecchi, ingombranti mazzi di chiavi dei castelli. Solo che di questo passo, nostalgia per nostalgia, arriveremo anche a doverci dotare di armatura, anche se nel frattempo la mia spalla sarà irrimediabilmente lussata !!!

13 commenti:

  1. Il mazzo di chiavi non mi da fastidio, anzi le chiavi le uso anche come utensili alla bisogna. Come sonaglietto per bimbi o come apriscatole.
    Invece mi da fastidio il portafogli e il cellulare. Entrambi ingombranti, entrambi non li puoi buttare dove capita e non ti ci puoi sedere sopra, entrambi contengono informazioni vitali. E portano via un sacco di spazio in tasca.

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    1. Voi uomini siete comunque sempre svantaggiati (salvo non tornare al borsello degli anni '70). Sei fortunato se non ti infastidiscono le chiavi, perché di solito voi avete il problema di doverle tenere in tasca o appese al classico moschettone da tenere in cinta. Ma con 14 chiavi di misura XXXXL le tasche si sfondano e se tieni il moschettone in cinta ti scende l'ernia.
      Il cellulare a me proprio non infastidisce: sono più le volte che lo dimentico a casa rispetto a quelle che lo metto in borsa .... per me di vitale non ha nulla.

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    2. Se ti siedi su un cellulare da 500 euro fai un danno molto maggiore che se ti siedi su un mazzo di chiavi, tutto li.

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  2. Cara Marilena, parlando di chiavi, noi qui ne abbiamo molto poche una digitalizzata che che apre tutte le porte del nostro appartamento compreso l'entrata, sono chiavi che direi impossibile da copiare. il resto bisogna avere un po di fortuna.
    Ciao e buona giornata sperando che arrivi il sole anche date.
    Tomaso

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    1. Impossibile è una parola grossa. Diciamo che non lo fa il ferramenta in cinque minuti. Ci vuole un rumeno con un po' di attrezzatura.

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    2. Caro Tomaso, oramai non si è sicuri più di nulla e forse tutto sta proprio nell'avere fortuna. Tanto qui entrano anche se hai la porta blindata, non si sa più cosa fare per difendersi. Qui niente sole, ma a me va bene così, tanto oramai l'estate è un ricordo dello scorso anno.
      Ciao e buona giornata anche a te con un abbraccio :). Marilena

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  3. semrpe convinto che,.... se vogliono rubare ... rubano. ;-)

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    1. Vero, ne ho avuto la prova quando ho scoperto che pure le porte blindate non sono .... blindate !! Ma in nome de "l'occasione fa l'uomo ladro" preferisco non lasciare la porta aperta o la bici senza catenacci :).
      Ciao

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  4. Quanto sono cambiati i tempi ...! Ricordo che durante la mia infanzia, trascorsa nella campagna romagnola, durante il giorno si lasciava sempre la chiave infilata nella toppa dall'esterno anche se in casa non c'era nessuno e quando si andava a letto la si lasciava sotto lo zerbino per consentire ai nottambuli di rientrare in casa. E non avevamo timore di sorta. Ora i ladri riescono ad entrare nelle case anche con le serrature di sicurezza e le porte blindate.

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    1. Nella casa che abitavo da bambino, pur essendo palazzone della periferia milanese, c'era sempre la porta aperta perché mia mamma si dimenticava di chiuderla. Spesso era proprio spalancata perché andavamo a giocare sul pianerottolo. Poi la porta di perse era poco più che una lastra di compensato, bastava spingere per sfondarla. La prima porta blindata l'ho vista intorno ai 18 anni.

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    2. Krilù, io scrissi un post sulla vecchia casa di ringhiera dove trascorsi la mia infanzia e là le porte erano sempre aperte, in un clima di reciproca fiducia. Ero piccola e quando mi ammalavo mia madre andava al lavoro e mi lasciava nel letto, con la porta aperta, e le vicine si alternavano a venire a trovarmi per vedere se avevo bisogno. In casa nostra non è mai sparito nulla, nemmeno una forchetta.
      E' veramente doloroso dover fare paragoni con quella realtà e quella attuale: ci si chiede come abbiamo fatto a ridurci così.
      Lorenzo: idem, se non che il mio primo cancello lo vidi a 14 anni, quando ci trasferimmo.

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  5. Hai tralasciato una funzione altrettanto fondamentale delle chiavi, segno tangibile del degrado sociale odierno (o tempora, o mores): io, da parecchi anni a questa parte, le vedo anche come un'arma da tenere in mano quando cammino per strada da sola. E dire che quando ero piccola servivano, oltre ad aprire le serrature, solo a segnare i pali della porta per i tornei di calcetto con gli amici in cortile...

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    1. Non le avevo mai ritenute un'arma di difesa (sono rimasta all'ombrello da borsetta), però hai ragione.
      Quella del mio cancello assieme a quella della mia cantina sono meglio di un'alabarda! Grazie per la dritta !!
      Ciao :). Marilena

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