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giovedì 4 settembre 2014

LA CRISI: come mi sono sbagliata !!

Il vento della crisi l'ho cominciato a sentire molto prima di quando poi si è palesato agli occhi di tutti. Lavoravo per un imprenditore veramente capace e mi pungolava spesso con le sue predizioni alla Nostradamus; all'inizio le ritenevo eccessive, mano a mano che passavano gli anni, comprendevo come lui aveva visto ben oltre quello che ancora non era emerso.
E il tifone della crisi è arrivato puntuale.
Confesso che all'inizio mi ha destabilizzata parecchio, guardavo con famelica apprensione le previsioni, i dati, valutavo le manovre, ipotizzavo l'imponderabile sempre più spaventata. Leggevo di tutto e di più sulle opinioni degli economisti alternando stati di pessimismo totale a pochi momenti di ritrovata fiducia. Poi gradualmente ho cercato di calmarmi, di cercare da sola il lato positivo che mi aiutasse a superare la paura.
Ne parlai con qualcuno della mia cerchia e arrivammo a sentenziare che sì, sarebbero stati momenti brutti, duri, difficili, ma sicuramente la gente avrebbe finalmente ritrovato il piacere delle piccole cose, si sarebbero rinsaldati gli affetti spinti dalla volontà di affrontare uniti i brutti momenti, saremmo stati tutti più concreti e finalmente ci saremmo sbarazzati della mania del superfluo, ci sarebbe stata una riscoperta dei veri valori, avremmo imparato a riparare anziché buttare, ad autoprodurre in un'ottica diversa del rapporto con il denaro.
Senza magari arrivare alla serenità agreste che è nel mio immaginario (l'odore del latte appena munto, dell'erba falciata, della ciambella dentro al forno, le serate attorno al camino a cuocere castagne, gli innocenti tavoli da gioco puntando fagioli, ecc.) ero convinta che sarebbe scattata una sorta di solidarietà tra la gente e l'avidità di vivere e di cambiare le cose avrebbe fatto il resto.

Come mi sono sbagliata !!

Bambini ammalati di bullismo. Adolescenti che ingurgitano alcol più di quanto ne reggeva una vedetta in trincea; sesso per una ricarica di cellulare. Giovani che hanno appreso che le cose si ottengono con la violenza, o con la truffa o con le raccomandazioni o con l'inganno.
Adulti che sfasciano intere famiglie ammazzando mogli, amanti, figli così, come si ammazza una zanzara. Violenze sui bambini anche di quelle tate che ai miei tempi allietavano l'infanzia.
Anziani che con il SUV ammazzano pedoni e poi scappano o imbracciano fucili perché il vicino insiste a parcheggiare troppo vicino al loro SUV.
Un incessante dilagare che nulla ha a che fare con la solidarietà, con la riscoperta dei veri valori. Anzi: buttati, quei pochi che c'erano, nel WC.
Ma soprattutto la rassegnazione di tutti.
Il coro generale che recita che nulla può cambiare e così si trovano giustificazioni astruse per chiunque in un clima di lassismo dominante che porta ad essere indulgenti su tutto in questa inerme terra oramai vittima di invasioni, fatta di un popolo che non ricorda più cosa significa amare e difendere la propria patria e razzola nel disfattismo generale.
Era il 2003 quando uscì, postumo, il pezzo di Giorgio Gaber "Io non mi sento italiano". Sembra scritta oggi ed io come lui dico "io non mi sento italiana, ma per fortuna o purtroppo lo sono". 

15 commenti:

  1. Cara Marilena, mi dispiace di quanto sta succedendo in Italia, come tu sai io vivo da 60 anni in Svizzera ,e qui se anche ce un podi crisi non ci si può lamentare.
    Sento tropo spesso delle cose brutte e tragiche causa questa infinita crisi italiana, che in fondo è Mondiale.
    Coraggio cara amica speriamo che qualcosa cambi!!!
    Ciao con un abbraccio forte forte cara amica.
    Tomaso

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    1. Tu sai caro Tomaso che il mio caratterino pepato mi fa sempre pensare che non bisogna mai rassegnarsi davanti a nulla. Certo che qui è un colabrodo tale che la fiducia si smorza ogni giorno di più, nel senso che ti senti un moscerino impotente.
      E mi fa veramente rabbia essermi sbagliata; pensavo che nella difficoltà le persone si unissero sempre di più (tu che hai passato tempi durissimi ne sai qualcosa di come eravate meglio di noi nei momenti di grande difficoltà).
      Comunque sia ... andiamo avanti. Ciao con un grande abbraccio :). Marilena

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  2. Scusa se te lo dico ma non hai una visione chiara delle cose.

    Non esiste una società "aperta, multiculturale, multietnica, liberale" che funzioni.
    Sono tutte necessariamente dei ghetti.
    Nel momento in cui tu demolisci sistematicamente tutti i riferimenti culturali tradizionali e abolisci leggi millenarie, quando annulli, inverti, mescoli i ruoli di genere, quando istituzionalizzi l'uso dei "media" come strumento di controllo delle masse e poi abolisci le isituzioni locali per devolvere la sovranità a elite sovranazionali, il risultato è esattamente quello che vedi.

    I "ragazzi" prendono a modello i personaggi degli show televisivi, che sono tutti drogati, alcolizzati, rubano, ammazzano e non hanno altri scopo che il sesso. La società fondata sul clan familiare salta per aria e questo significa che tutti i ruoli con gli obblighi reciproci cessano di esistere, esiste solo l'individuo-monade che nel successo è un edonista infantile e nelle difficoltà è disperato. Le donne sono uomini, gli uomini sono donne, i bambini esistono e non esistono, sono persone e sono oggetti a seconda del momento e di come fa comodo. Lavorare, soldi, consumare.

    Non è un fatto di rassegnazione, è che quello che vediamo è stato pianificato ed eseguito ed è anche visto come "progresso".
    Ci sono i soliti noti in testa, la cosiddetta "sinistra" nelle tre varianti dell'idiota, del mai-cresciuto e del furbo, ognuno con il suo scopo, l'idiota vuole la pensione, il mai-cresciuto vuole spaccare tutto per fare dispetto al padre, il furbo vuole usare gli altri per il potere. Poi ci sono gli appartenenti alle lobby e ai circoli ristretti pluto-massonici che nelle tragedie accumulano fortune, che mentre noi ci danniamo come formiche ci sorvolano con il jet privato.

    Giorgio Gaber è uno dei responsabili dello stato delle cose attuale, in quanto appartenente alla "elite intellettuale" che ha demolito l'Italia. Di proposito, non in maniera accidentale. L'hanno demolita perché volevano costruire il "mondo nuovo". Non ti piace?

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    1. No, Lorenzo: “ non mi piace” è un eufemismo, a me fa schifo.
      E’ tutto vero quel che scrivi, magari potessi contestarti qualcosa …. Ma nella mia ingenuità pensavo che ci saremmo ricordati, per esperienze dei nostri padri e dei nostri nonni, come risorgere. Ad es. quando il multietnico diventa sopruso come sta diventando (e di multiculturale qui non ci vedo niente), la gente dovrebbe ribellarsi e difendere appunto le proprie tradizioni e istituzioni anziché (non voglio essere irriverente … ma lo devo dire) bearsi con le giocose parole di un Papa che pubblicizza la misericordina (e di multietnico nei suoi palazzi non ha nulla) o di amenità varie dei nostri politici (che pure loro son tutto fuorché multietnici) che di aperto hanno solo le tasche dove far confluire a man-bassa i nostri denari.
      La TV l’oscurerei, magari a giorni alterni (ai miei tempi accettammo anche l’austerity sopravvivendo, perché non farlo anche con la TV?), per obbligare la gente a riacquistare gradualmente l’uso della propria testa e delle proprie parole e non seguire un modello di conduttore o di trasmissione che segue.
      Non è che non ho una visione chiara delle cose, è che vivo evidentemente ancorata ad utopie e credo che il genere umano sia migliore di quanto in realtà è. Sono guarita da questa malattia nella mia piccola sfera del privato dove mi sono liberata di zavorre parassite, magari se ci lavoro un po’ riuscirò anche a svegliarmi e a non credere più a certe favole. Sarà un atterraggio duro, ma ci sto arrivando. Dammi un bonus per la mia ingenuità.

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    2. Ma quale esperienza dei nostri padri. I nostri padri e i nostri nonni non erano meglio di noi, anzi, erano ancora più fessi.

      Mio nonno materno a 13 anni lavorava in fonderia, a 17 l'hanno spedito sul Piave coi ragazzi del '99, è tornato ha fatto 7 figli e si è fatto bastonare dai fascisti come "anarchico" senza sapere voleva dire, ha continuato a lavorare in fonderia, avendo come massimo divertimento andare a bere in osteria, poi è andato in pensione e dopo poco è morto.

      La generazione di mio padre da bambini erano in divisa da balilla, poi gli hanno venduto che l'Unione Sovietica era il Paradiso dei Lavoratori, la Lotta di Classe, la Borghesia, eccetera eccetera, annessi Gaber e DeAndre che si scannano perché uno accusa l'altro di non essere un "vero comunista". Tutto questo negli anni del "boom economico", quindi doppia e tripla ipocrisia. Poi sono venuti gli anni '70 che qualcuno ancora adesso idealizza come anni di grandi conquiste e di liberazione quando sono stati un inferno e le conseguenze le vediamo adesso.

      Non c'è saggezza nei padri, inutile cercarla. Anzi, quello che vedi adesso è la conseguenza dei loro errori e delle loro lacune.

      La gente "dovrebbe" ma la gente non sa pensare perché è stata educata APPOSTA per questo.
      Entra nella logica per cui se tu vuoi governare senza troppa fatica e senza avere nessun pregio o talento, l'ultima cosa che vuoi fare è formare dei cittadini in grado di pensare autonomamente e che abbiano dei "valori morali". Non vuoi certo avere dei sudditi migliori di te. Invece farai in modo di creare degli schiavi-robot che dipendono dai comandi che tu gli passi tramite i media e che sono tenuti in uno stato di eterna adolescenza, con tutte le conseguenze del caso e cioè pulsioni elementari, emotività incontrollata, conformismo estremo, idealismo cieco e neoromantico.

      La TV la oscureresti. Brava. Faccio presente che negli anni '90 abbiamo votato un referendum che ha sancito l'abolizione della proprietà pubblica della RAI. Non solo la RAI è ancora di proprietà pubblica ma siamo costretti a pagare il fantastico "abbonamento obbligatorio".

      Non è tutto scritto ed inevitabile, solo che evolvere costa fatica, cosi come costruire. Mentre involvere o demolire è molto più facile.
      E poi, il guaio come dicevo sopra è che la gente senza talenti particolari tranne la faccia di bronzo di solito si butta nelle vendite e nella politica. E questi finiscono per governare sugli altri, facendo leva sulla maggior parte che sfortunatamente è tenuta in uno stato di mediocrità a causa dello sforzo necessario a farla evolvere. Quelli che ci vanno di mezzo sono i pochi che non si adeguano.

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    3. Putroppo questa non è una crisi, non ci può essere ripresa perché i cambiamenti non sono reversibili.
      Possiamo solo ammorbidire la caduta.

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  3. Bambini, adulti, SUVisti... etc.
    I problemi che hai elencati sono risultato dell'opulenza, non della crisi.
    Una volta c'era una società austera per forza, con i suoi pro e contro.
    Uno dei pro era l'etica pubblica, la deprecazione sugli atti che la violavano, la repressione diciamo se non capillare, abbastanza precisa, diffusa.

    Il consimuismo sociale ha prima apparentemente ridotto la necessità di sinergie collettive, quindi ha annacquato i freni inibitori, ha ridotto o rimosso i meccanismi a sostegno dell'etica pubblica.
    I reati individuali ci sono sempre stati. E' la dimensione pubblica, collettiva che è stata annientata nella società liquida.
    Adesso siamo all'inizio di una zona di rapida transizione in peggio, ci sono i danni di questa sbornia consumista e anche della cultura ignobile del politicamente corretto, della irresponsabilità individuale, del perdonismo, del buonimo (questo è un lascito della sinistra che a sua volta è una espressione laica guidaico-cristiana).

    E' un processo inevitabile di senescenza: quando la comunità, con la panza vuota e con i problemi che torneranno ad affliggerla si renderà conto che i furbi, vandanali, ladri, delinquenti, lestofanti, etc. sono dei parassiti che la danneggiano, forse tornerà a sviluppare un sistema immunitario contro di essi. Anche se... non è affatto scontato. Al sud ci sono ampie zone (area tra CA e NA, la Calabria) in cui la società è già semplificata ma questa è causa di peggioramento civico, pubblico, sociale, non di redenzione.

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    1. Sì, risultato di un'opulenza che però va scemando in tempo di crisi. Ed è in quel momento, quando vedi che la tua opulenza non è più tale, che dovresti recuperare i valori nonché cercare di equilibrare il tuo potere d'acquisto che ti rendi conto non essere più quello di una volta (es. recuperare non buttare). Era questo che immaginavo.
      Dalla sbornia consumista ti puoi riprendere, ma vedo che qui nessuno si riprende.
      E pensavo pure che meno attenzioni allo scintillio delle vetrine e delle lucine degli aerei che ti portano a fare i viaggi esotici, "obbligassero" le famiglie a dirigere il proprio sguardo sul proprio nucleo familiare, a recuperare certi piaceri di stare insieme e di trascorrere del tempo, magari non più nel week-end al mare, ma semplicemente qui ai giardini pubblici o al fiume a 10Km da casa. E invece non vanno al mare ma vanno ai centri commerciali e quando rientrano ammazzano figli e mogli, così ... non si sa nemmeno perché. E se non li ammazzano continuano a non sapere cosa fanno i figli a scuola piuttosto che conoscere gli amici che frequentano.
      Madri che neppure si accorgono che le figlie indossano capi diversi e costosi frutto di marchette fatte nel bagno di un liceo piuttosto che in qualche letto frequentato da "rispettabili" padri di famiglia che se ne impippano dell'età anagrafica della ragazzina..... ma come è possibile ?
      Ma la vogliamo chiamare madre quella ?

      Non riesco ad accettarlo. Non lo digerisco. Ma che razza di bestie stiamo diventando ?
      Poi non mi si critichi e non insorga nessuno se dico che li manderei tutti alla sedia elettrica (unico sistema immunitario che conosco io, ma ovviamente sono aperta a qualsiasi altra soluzione che chi, più esperto di me che ho dei limiti, possa prospettare per estirpare il male).

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    2. Quindi l'ultimo pezzo del tuo testo dimostra che la tua tesi è falsa, cioè non è una conseguenza del consumismo.
      Se fosse come dici te, l'Afganistan sarebbe un paradiso.

      Non è una conseguenza, è stato tutto deciso a tavolino, pianificato ed eseguito.
      Ma già, questa è una "tesi complottista", quindi falsa a priori. Infatti capita per caso, come conseguenza delle condizioni storiche, che sul sito del Corriere un giorno compaiono quattro o cinque riquadri con all'interno degli articoli che parlano dei "diritti dei gay", "matrimonio gay", "adozione gay" e tamatiche affini. Non perché qualcuno commissiona e paga e qualcun altro presta l'opera e incassa. Oppure che ci sia permanentemente una campagna per la "accoglienza" dei poveri "profughi" che vengono portati in mezzo al mare dai fantomatici "scafisti". E' un caso che si scrivano i copioni di decine di puntate di certi show televisivi e che questi finiscano nel palinsesto delle nostre televisioni, eccetera eccetera.


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    3. Lorenzo: so che la risposta è per Uomo, ma mi aggancio.
      Ho spesso fatto la domanda "chi paga quei tanti $ per viaggi lunghissimi in terre proibitive (che già immagino uno che parte solo, con 3.000$ in tasca e nessuno lo rapina, viaggia tranquillo fino a destinazione (anche donne con bambini al collo), salvo poi che spesso si ammazzano e si violentano sul gommone (così, solo per amor di violenza) ".
      Il buonista di turno, predicatore del bene, mi disse che pagano i familiari già residenti in Italia (che evidentemente devono essere parecchio benestanti). Ovvio che non regge, ma va bene così, se detto da chi si rammarica di aver donato solo 50 centesimi di elemosina perché non aveva altro in tasca e appartiene alla schiera dei buonisti.

      Francamente mi piacerebbe che qualcuno mi desse un'altra risposta, quanto meno mi facesse comprendere che regia ci possa essere dietro ad un'invasione simile che ci sta affondando. Motivazioni della crisi a parte (conseguenza del consumismo o deciso a tavolino) devo scatenare la fantasia e l'unica cosa che mi viene è il crollo totale dell'Italia affinché venga fagocitata e finisca nelle mani, o controllata, da qualche altra potenza. Ma poi mi dico: e dopo ?.. che te ne fai di quella vagonata di gente che non ha né arte né parte (e adesso son talmente tanti che non regge nemmeno più il discorso che loro costano poco a raccoglier pomodori e che quindi vengono sfruttati penalizzando la troppa costosa manodopera italiana. Non abbiamo pomodori a sufficienza.).

      E non si capisce perché dopo Mare Nostrum ci sarà Frontex e nessuno che decida di farli restare là investendo in campi di pomodori da coltivare a casa loro (e comunque se li mantenessimo al loro paese anche senza far nulla ci costerebbero molto meno).

      Finisce che non vedo nemmeno disegni a tavolino. Togliamo i crocefissi a scuola, non facciamo l'albero di natale e il presepe altrimenti i fratelli musulmani si offendono ed io mi dico che semplicemente siamo degli imbecilli, senza amor di patria.

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    4. Falsa vero...
      La tradizione di alto civismo (ora assai diminuito) dell'Emilia Romagna, di ampie zone delle Alpi, etc. ebbe origine proprio nella necessità di collaborare per ... la sopravvivenza.
      Altre società collassano e lo fanno brutalmente.
      Secondo me, a intuito, dipende dalla consistenza, dal peso numerico delle comunità.
      Se essa è eccessiva, l'etologia insegna che l'etica del gruppo diminuisce e sparisce.
      Io ritengo che ci siano dinamiche di massa caotiche o dirette da interessi diffusi, per quanto perniciosi.
      Penso all'Italia e alla seconda peggior catastrofe che l'abbia colpita (in termini di recupero forse è la prima peggior catastrofe): cementificazione e infrsrtrutturazione che hanno distrutto in pochi hanno 3.5M ha di superfice agraria utile, spesso la migliore.
      Non c'è stato un comitato di architetti cementificatori.
      Piuttosto c'è stata un'azione sinergica a tutti i livelli della piramide sociale.
      Dai Ligresti fino all'idraulico, dal magnaccia proprietario terriero fino all'agente immobiliare.
      Si stima che negli anni 2000 fino al manidfestarsi della crisi, nel 2009, la parte di popolazione economicamente attiva interessata dall'(anti)economia edilizia arrivo quasi al 30% /se ricordo bene il 27%).
      L'effetto di questi processi distruttivi di massa è il peggiore possibile.
      Insomma, non c'è nulla di uno stormo di locuste anche se... non c'è nessun creatore e untore, allevatore o speculatore singolo o piccolo gruppo di tali persone, che possa averne interesse.
      La dimensione collettiva esiste, come la moda stupida del politicamente corretto e la mesopedia delle adozioni per le coppie omosessuali.

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    5. Insomma non c'è nulla PEGGIO di uno stormo di locuste ....

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    6. Ma che civismo dell'Emilia Romagna. La nostra è una specie gregaria, come capita ad altre specie di mammiferi. Visto che parliamo di etologia, una tribu umana è formata più o meno come un branco di lupi e non a caso lupi e uomini sono stati per molto tempo contigui. C'è un maschio alfa con un harem di femmine poi ci sono i parenti con una determinata posizione gerarchica, tutti cooperano in un sistema di sfide, scontri, freni inibitori che servono a mantenere il meccanismo sotto la soglia critica.

      Quindi gli esseri umani cooperano, è la nostra natura. Quando due branchi di lupi o di leoni si incontrano, scoppia uno scontro, perché sono animali territoriali. Gli uomini uguale, solo che noi abbiamo evoluto la capacità di pianificare, quindi i nostri scontri non sono casuali, ne nel momento in cui accadono ne nelle modalità in cui avvengono. Gli antichi Romani si mettono d'accordo per andare a prendere le donne dei Sabini. La ragione della territorialità è la necessità di disporre delle risorse, più un territorio è povero più grande deve essere il tuo territorio. La conseguenza contraria è che quando un territorio procura molte risorse, si abbassa la conflittualità territoriale ed ecco nascere la società contadina, più persone riescono a vivere su una estensione molto ridotta aumentando artificialmente la produttività. Ma i contadini diventano un bersaglio nel momento che accumulano risorse nei granai, ecco che si passa dalla scorreria occasionale alle guerre sistematiche, che vengono pianificate esattamente come si pianifica la costruzione di un canale di irrigazione.

      Il nostro stato attuale di "degrado" non ha ragioni strettamente economiche o meccaniche, è una questione "politica", cioè legata alla amministrazione della cosa pubblica. Ma con una considerazione di fondo e cioè che la cosa pubblica viene amministrata non nel nostro interesse ma nell'interesse di altri. Quindi a nostro danno.

      Il trucco consiste nel metterlo nel didietro alla gente e poi farsi ringraziare. E come si fa? Semplice, basta convincere la gente che prenderlo nel didietro è divertente, è una cosa alla moda, chi lo prende è un ganzo, se vuoi incontrare approvazione lo devi prendere nel didietro. E quindi "zacchete" - "grazie" - "prego".

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    7. Blog nello zaino:
      Il chi è presto detto. Una volta c'era un tizio col mascellone che parlava dal balcone e costui disse e fece tante cavolate. Ma per una questione meramente statistica tra le cavolate ogni tanto ne imbrocco qualcuna e in particolare la questione delle lobby giudo-pluto-massoniche che pretendono di governare l'Europa da dietro le quinte. Se ti chiedi come mai un certo giornale pubblica un certo tipo di articoli, non ci vuole un genio per andare a vedere chi è l'editore di riferimento. Di poi fare qualche ipotesi che "amici" può avere questo editore di riferimento.

      Nota che quando gli Europei sbarcarono in Sud America, essendo in pochi e volendo sottomettere degli imperi, fecero due cose. La prima fu di diffondere di proposito malattie ignote agli indigeni, come il vaiolo, regalando stoffe che erano impregnate con le croste e i parassiti dei malati. Questo causò delle epidemie micidiali che stroncarono gli imperi milirarmente, economicamente e anche culturalmente dato che morirono anche i "sapienti". La seconda cosa fu di stringere alleanza con una popolazione spingendola a combattere la popolazione storicamente rivale, esattamente lo stesso che fecero i Romani con i Celti molti secoli prima, il famoso "divide et impera".

      Cosa significa? Che anche qui non ci vuole un genio a capire che se le lobby pluto-massoniche progettano di ennientare i popoli europei etnicamente e culturalmente non si fanno scrupoli a stringere alleanze occulte con i nemici storici dell'Europa in modo che questi organizzino gli eserciti e ce li scagliono contro in vece loro. Per cui nella maggior parte dei casi il reclutamento e la logistica degli invasori è a carico delle associazioni islamiche, più o meno ufficiali, che sono finanziate dagli sceicchi del petrolio coi soldi che le multinazionali gli passano. Per gli sceicchi il piano è elementare, l'invasione è seguita dalla superiorità numerica a cui segue la islamizzazione forzata dell'Europa, un progetto che è in corso dal sesto secolo dopo cristo. Siamo in guerra da oltre 1400 anni e adesso abbiamo definitivamente sbracato.

      Dimmi che le cose che ti ho scritto sono delle novità.

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    8. A margine, non è un caso che a partire dal dopoguerra da una parte si è definita una stretta ortodossia sugli eventi del '900 e dogmi assoluti e intangibili come il male assoluto incarnato dai nazifascisti e il bene assoluto sull'altro fronte e dall'altra è partita una campagna di revisionismo storico a proposito del colonialismo europeo e dei rapporti con le altre "culture", in particolare con il "mondo islamico".

      Le diverse spedizioni per riconquistare i territori perduti alla "cristianità", che poi coincideva con l'Impero Romano, in seguito denominate "crociate" (termine ignoto ai coevi), sono state ridefinite come atti di bieco espansionismo imperialista. Gli eventi epocali che sono tutt'oggi festeggiati come ricorrenze sacre, tipo la battaglia di Lepanto tra una lega di potenze navali cristiane e la flotta ottomana oppure la fine dell'assedio di Vienna, sono stati sminuiti come eventi secondari ed irrilevanti. Il modo di pensare degli Europei dell'epoca, tipo il fatto di ammainare le bandiere nazionali e innalzare un crocifisso su tutte le navi della Lega prima di incontrare gli Ottomani, oppure il fatto che nelle galee veneziane i rematori fossero salariati e su quelle ottomane fossero schiavi cristiani, ridotto a questione folkloristica.

      C'è un pensiero "mainstream" che viene costruito nelle sedi opportune e poi imposto a forza. E tutti se lo bevono.

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