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domenica 2 novembre 2014

GIORNATE QUALUNQUE

E la vita scorre e le giornate si susseguono, giornate qualunque. 
Poi arriva quella mattina che finisci in ospedale, non importano i dettagli, non  importano i particolari. Ma ti dicono che devono ricoverarti e allora sali al 4° piano e ti ritrovi in quel letto, davanti ad un muro dipinto di azzurrino e con una finestra a lato con la tenda gialla.
Ti devono inserire un aggeggio in corpo, un'operazione banale, niente tagli, niente di chirurgico, una sedazione lieve. Lo fanno abitualmente, una manovra qualunque, in una giornata qualunque. E tu vai tranquilla, poi ti riportano in stanza e poi ... e poi succede che medici ed infermieri iniziano a circondarti ... c'è qualcosa che non va .... il respiro si affanna ... Tu non senti più nulla di ciò che succede attorno. Arrivano i medici della rianimazione, ma non serve intubare ed attaccare alle macchine, bisogna solo aspettare l'ultimo respiro.
L'ultimo respiro.
Era per me una giornata qualunque ed invece improvvisamente si era trasformata nell'ultima giornata della mia vita. Passano le ore, la notte comincia a schiarirsi per lasciar posto all'alba e, nessuno ancora sa perché, improvvisamente ho ripreso conoscenza, il respiro si è normalizzato.
Tutto questo succedeva 15 giorni fa. Da quella notte in cui i miei affetti ed i miei amici sono arrivati per l'ultimo saluto, mi sono ripresa; sono rimasta sospesa in un vuoto per diversi giorni in cui ho dormito stordita e semi-incosciente e poi sono lentamente tornata. Non ricordo nulla, non ho avuto visioni, non ho visto fasci di luce bianca, non ho provato sensazioni di pace. Ho solo la sensazione del vuoto e mi chiedo dove ero.
E mi chiedo perché ero partita per quella destinazione e cosa è successo dopo quando evidentemente qualcuno lassù ha deciso di concedermi ancora tempo, di concedermi ancora qualche giornata qualunque.
Sto riaffacciandomi alla vita, sono qui in ospedale con il mio PC che è un modo per ricollegarmi con il mondo (rete ospedaliera permettendo)... non so quanto resterò, non so che mi succederà, sto intanto riacquistando le forze motorie perse nei 15 giorni di letto. 
Ho voglia di un caffè e di una sigaretta.
Ho voglia di sapere perché me ne stavo andando, vorrei capire come si misura la fragilità della vita, ho voglia di sapere perché sono tornata.      

25 commenti:

  1. Cara Marilena, pregerò oggi per tutti i nostri defunti!!! e ne approfitterò per pregare per te che la tua decenza in ospedale si solo per donarti quella tranquillità che ai bisogno per ritornare a casa tra i tuoi cari.
    Ti auguro una buona festa dei nostri defunti e ti abbraccio forte forte.
    Tomaso

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    1. Grazie caro Tomaso. Mi hanno detto che sarà una lunga degenza, ma spero veramente si risolva ed io possa tornare quanto prima. E' stata una brutta esperienza e vorrei ritornare tra le mie cose per ritrovare un po' di tranquillità. Un abbraccio forte. Ciao. Marilena

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  2. Caspita, non vedendo aggiornamenti del blog avevo pensato ad un problema.
    In bocca al lupo per tutto.

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    1. Crepi il lupo. E grazie Lorenzo, non avrei mai immaginato di passare anche questa nella mia vita ed invece .... Ora restano le paure; penso sia umano che io abbia paura anche del nulla visto che doveva essere una banalità ed invece mi sono ritrovata a salutare questo mondo. Chissà!
      E' anche poco rassicurante veder calare il buio e pensare di chiudere gli occhi; resta la paura di non riaprirli.
      Ci vorrà del tempo per ricucire questo strappo; da qualche parte andrò a cercare come uscirne. Ciao e grazie ancora. Marilena

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    2. Secondo me non devi pensare a niente altro che non sia a recuperare il massimo della salute possibile. Mens sana in corpore sano. Il resto lascia il tempo che trova.

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    3. Sì Lorenzo, razionalmente hai ragione, ma se ti capita quello che è successo a me con i medici che ancora non sanno perché mi è capitato, ti resta dentro la paura che può capitare di nuovo in un qualsiasi momento e per una qualsiasi banalità.
      Se qualcuno mi avesse dato una minima spiegazione forse almeno potrei inveire contro la sfortuna, l'accidentalità o qualsiasi altra cosa. Ma io sono andata e tornata con le proprie gambe dall'ambulatorio e, come dice chi era qui in camera ad aspettarmi, sono tornata con la solita parlantina, ho incrociato le gambe sul letto, ho riso e scherzato e dopo alcune ore è cominciato senza un perché, un dramma di incoscienza, ecc. ecc.
      Altroché fragilità della vita !! Questo mi spaventa veramente tanto. Non mi ferma e cerco di recuperare le forze, ma mi spaventa. Ciao Lorenzo, buona giornata :). Marilena

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  3. Sei tornata perché sei sempre qui con noi, non te ne vai neanche un attimo, e siamo qui, accanto alla tenda giallina, a recapitarti un po' di sole anche noi. ;) Un abbraccio fortissimo, ma anche delicato, da farti sentire tutto l'affetto..

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    1. Scherzando dico a chi mi sta intorno che ho fatto solo le prove generali e così sanno come andrà, ma mi hanno detto tutti che ne avrebbero fatto volentieri a meno, che è stata una notte terribile. Va beh, ora spero di riprendere le forze e tu sei tra i miei obiettivi: spero di poter quanto prima prendere il telefono e con voce squillante annunciarti che me ne vado a casa, che mi hanno rimesso in piedi. Ci vorrà tempo, ma sto cercando di mettercela tutta per andare a pescare le forze per ogni gesto e fare un piccolo progresso ogni giorno (già ieri sono scesa al braccio di mio cugino fino all'atrio con le mie gambe ...).
      Un abbraccio e un bacio. Ciao. Marilena

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  4. Bentornata. Chissà se cambierà la tua vita; a me cambierebbe, credo. E per festeggiare, tortelloni verdi ?

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    1. Te lo dirò con il tempo se la mia vita cambierà. Credo che mi concederò di essere meno "seriosa" e di prendere le cose con più leggerezza, perché è proprio vero quel banale modo di dire che abbiamo qui "oggi ci sei e domani non ci sei più".
      E per festeggiare tortelloni, tortellini e lasagne. Non mi farò mancare niente, anche perché ho perso parecchi chili e quindi mi posso permettere di tutto :). Grazie per il tuo affetto. Ciao. Marilena

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  5. E' un caso se proprio oggi sono tornato sul tuo blog, dopo un bel po' ?

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  6. Sai quanto ti ho pensata in questi giorni di silenzio...e più passavano, più sentivo che avrei letto questo post... solo che non sapevo chi l'avrebbe scritto.
    La vita è un viaggio complicato, strano e imprevedibile, io non so perchè sei tornata, ma sono immensamente felice che tu stia ancora guardando il muro azzurrino.
    Spero che ti arrivi tutto l'affetto che ho per te
    ti abbraccio
    Paola

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    1. Cara Paola, nonostante tu ed io non abbiamo mai approfondito l'argomento, tu sei sempre riuscita a capire i miei momenti di difficoltà. Ero sicura che anche stavolta avresti intuito che qualcosa stava succedendo. Certo che neppure io potevo sospettare quello che è successo e ancora sono qui a chiedermi "PERCHE'?" Ora combatterò per rimettermi in sesto. Nel frattempo spero di riuscire a pubblicare qualcosa ogni tanto, visto che avevo anche qualche post nelle bozze, anche per tenermi in allenamento (mi stanco abbastanza in fretta del PC). Ma non demordo. Non so veramente come ringraziarti: mi trasmetti sempre tanto calore, più di quanto ne ricevo da persone che conosco nella vita reale. Sì, il tuo affetto arriva e me lo tengo stretto come "vitamina" per tutte le volte che ho bisogno di un po' di forze per rialzarmi.
      Un abbraccio grande insieme al mio grazie. Ciao. Marilena

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  7. Come è strana la vita! Esistono delle persone che mi sono diventate familiari, che fanno parte della mia vita quotidiana, pur non sapendo nulla di loro; mi preoccuperei se una mattina non dovessi più “vederle” in rete, non dovessi più leggere i loro post, sentirei quasi la mancanza di quelle vite, che senza conoscerle, “conosco” da tanto tempo e “incontro” tutti i giorni. E tu sei una di queste persone, cara Marilena. Perciò ti auguro una pronta guarigione e ti aspetto qui. A presto

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    1. Grazie per il tuo affetto Remigio. Anche per me vale quanto hai detto. Ora spero di riuscire, anche se non assiduamente, a pubblicare qualcosa. E' molto faticoso in questo momento, ma voglio sforzarmi per far "girare" le rotelline della testa. E spero di non combinare più pasticci e di non andare a fare viaggetti strani. Grazie ancora. Ciao :). Marilena

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  8. Pensao che tu fossi andata in qualche bel posto all'estero per un viaggio.
    In realta' e' stato un viaggio, quello nei confini tra vita e morte, leggo, li' dove la salute torna ad essere la cosa piu' importante, di vitale importanza.
    Ora hai ripreso il tuo cammino e lo condividi con un'altra pagina di questo tuo diario.
    Una pagina sulla fragilita' della vita.
    Serve anche a noi, che leggiamo, per pensare al Mistero.
    Buona guarigione e serenita', Marilena.

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    1. Forse ci sono stata in qualche bel posto ... ma non ricordo nulla !! Sì, ho scritto della mia esperienza proprio perché serva a tutti. Spesso dovremmo pensare a questi accadimenti per assaporare con più leggerezza la nostra quotidianità, per imparare ad arrabbiarci di meno, per imparare a sorridere di più. Sembrano banalità, ma è vero. In questi giorni di letto forzato ho tanto pensato a certi momenti che giudicavo faticosi o pesanti e di cui mi lamentavo; ora li baratterei con questo presente. In realtà ero stanca, ma serena e felice. Ora sono stanca, ma impaurita e piena di incertezze, salvo una certezza grande: SONO UNA DONNA FORTUNATA, perché sono circondata da tanta gente che mi vuole bene. Quella notte e i giorni successivi, sono stati pieni di persone che non si sono risparmiate.
      Nel cuore della notte sono arrivati tutti e nei giorni successivi nessuno mi ha mai lasciato sebbene io fossi incosciente.
      Se mi verrà concesso di sopravvivere ancora e rimettermi in sesto credo che quello che cercherò dii fare sarà di dare a chi mi circonda ancora più amore di quanto ne ho dato fino ad oggi. Sono tutte persone meravigliose.
      Grazie Uomo con un abbraccio. Ciao. Marilena

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  9. Bentornata!Mi ero preoccupata anch'io non trovando i tuoi commenti,e dire che ti seguo da poco...Ho temuto che tu stessi male ed evidentemente avevo ragione.Ora ti auguro di poter riprendere presto la tua vita in mano,coraggio!
    Il tuo racconto mi ha fatto ricordare le parole che un infermiere mi disse quando ho rischiato di morire per un'emorragia durante la gravidanza.
    "Signora,mi disse,lei si deve preoccupare quando vede molti medici attorno a lei non quando la lasciano sola",lui parlò in dialetto io ho tradotto .
    Tanti tanti auguri

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    1. Grazie Solsido, anche i tuoi auguri li tengo stretti e li uso come vitamina per i momenti di bisogno. Sono molto debilitata, sono confusa per questa inaspettata esperienza, ma stringo i denti e sto andando a cercare quella forza per riprendere il cammino. Spero veramente di tornare battagliera come prima. Incrocio le dita.
      Ciao e grazie ancora :). Marilena

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  10. Il primo pensiero è stato: "bentornata, anche questa è andata!".
    Già, il tuo silenzio non passa inosservato, cara Marilena.
    Poi una piccola malignità: forse dovrei smettere di mandare benedizioni... (siediti, tranquilla, sto scherzando!)
    Seriamente, da una che ha percorso quel sentiero prima di te e per più di una notte: vivi con quello che riesci a recuperare e non farti domande. Non quelle, almeno. Rischi di perderti.
    Un abbraccio a strizzo, colmo di benedizioni ricostituenti!

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    1. Sì Marzia, me ne sto accorgendo. La sera quando cala buio e silenzio provo a pensarci ma mi ingarbuglio e non trovo nessun bandolo della matassa. L'altro giorno i medici si sono allontanati un attimo e hanno lasciato qui la mia cartella clinica; è stato più forte di me aprirla e sfogliare il diario clinico. Ho negli occhi quella calligrafia che in stampatello ha scritto: 16/10 hr 2,10 FINE VITA.
      Provo un misto di sentimenti tra i brividi e il TIE' sono ancora qua.
      Tu continua a mandarmi benedizioni, anche perché ho un lungo percorso davanti e qui dentro ci starò ancora un bel po' da quel che dicono i medici. Non pensare a quel che è successo è alquanto difficile anche perché essendo inspiegabile ti viene l'ansia che possa succedere nuovamente domani o dopo e chissà come andrà ......
      Ma sto cercando le forze per concentrarmi sulla mia ripresa: ora è quella che voglio. Un grande abbraccio a strizzo anche a te e grazie per la tua vicinanza. Ciao:I). Marilena

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    2. È un grande mistero la vita e preziosa come il più raro gioiello per ognuno di noi. Penso che tu debba pensare che il tuo compito non si sia ancora concluso e per questo sei "tornata". Sei fortunata di poter esserci per te stessa,prima di tutto, e per tutti coloro che ami e che ti amano. C'è qualcuno e forse qualcosa per cui sei indispensabile. È il mio pensiero da quando ho passato un'esperienza che si avvicina alla tua, ormai quindici anni fa. Da allora vivo ogni giorno come un regalo.
      Sono veramente felice di saperti al pc nonostante la debolezza: un po' alla volta andrà sempre meglio:-)
      Un abbraccio Nou

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    3. Sai Nou, le tue parole mi hanno riportato alla mente quando successe che mia madre ebbe un arresto cardiaco e polmonare, finì in coma e pure allora i medici dissero che non c'era più nulla da fare. Tutti i giorni ero al suo capezzale e piangendo le dicevo "mamma non mi puoi lasciare, senza di te non ce la posso fare, ho bisogno di te e Andrea è ancora piccolo e sei tu che mi stai aiutando a crescerlo e lui ha bisogno di te". Sembravo un disco rotto e ripetevo sempre quanto avevo bisogno di lei. Quando miracolosamente tornò alla vita mi disse che una delle immagini che aveva era quella di mio figlio ma non nei suoi 9 anni che aveva all'epoca, ma piccolino e lei lo vedeva con una sola maglietta striminzita ma praticamente nudo. Mi raccontava di come si lamentava -ma non sapeva con chi- dell'incuria verso il bimbo che avrebbe preso freddo e si sarebbe ammalato.
      Allora le rispondevo: Andrea era ancora piccolo e tu eri ancora indispensabile per noi. Anche se ci avevi sommerso d'amore, non avevi ancora finito e avevamo bisogno ancora del tuo amore.
      Per lei erano vere le parole che hai scritto, per me non lo so .... sono molto confusa e come ho già scritto negli altri commenti non trovo il bandolo della matassa (a parte la paura che sia solo una proroga ..... bah!).
      Grazie comunque per la tua vicinanza, ogni parola in più la metto nel serbatoio del coraggio e vado ad attingere nei momenti in cui mi abbatto.
      Un abbraccio anche a te. Ciao. Marilena

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  11. Mi spiace apprendere così in ritardo di questa bruttissima avventura. Spero tu stia meglio anche se la degenza da quel che leggo sarà lunga. Ma necessaria, immagino.
    Un abbraccio grande.
    Mari

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  12. Cara Marilena..
    entro poco in blogspot (in quanto trovo sempre delle difficoltà) e leggo solo adesso di quanto ti è successo.Mai avrei immaginato una cosa simile. Sono felice però che tutto si sia risolto per il meglio e spero che tu possa passare tranquillamente queste festività. Ti abbraccio forte forte.
    Loredana

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