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lunedì 1 aprile 2013

C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA ASTORIA


Il cinema Astoria era in Via Dagnini, ma oggi non c’è più. Abbattuto per far posto all’ennesimo centro commerciale. Era il cinema della mia infanzia.
La domenica mattina, dopo il catechismo, andavo al matinée del cinema Astoria. Mi sentivo grande, perché i miei genitori mi lasciavano andare da sola (in realtà eravamo un nugolo di bambini) e sollevavano così quella campana di vetro sotto la quale  di solito mi tenevano. Il cinema Astoria faceva il pieno di noi bambini …. i tempi erano diversi e all’epoca ti potevi fidare a lasciare tanti bimbetti da soli senza guardiani, oggi rabbrividisco alla sola idea.
C’era il venditore di bibite che saliva e scendeva le scalinate e per noi era festa grande dargli le monetine per la gassosa o per una girella di liquirizia. 
Al cinema Astoria ho fatto il pieno di cartoni animati e film, alcuni dei quali sono sicuramente sconosciuti ai più perché bisogna avere una certa età per ricordarli. Di solito si esordiva con un cortometraggio di Tom e Jerry, dopodiché iniziava il vero film che, nove su dieci, era “Francis e il mulo parlante” piuttosto che “Stanlio e Ollio”. Quante risate hanno sentito le pareti di quel cinema, quanta allegria e spensieratezza si sono infiltrate in quei muri.  Ma al cinema Astoria ci andavo ogni tanto anche di sera, accompagnata da mia madre che con me ha condiviso tutti i film di Gianni Morandi (In ginocchio da te, Non son degno di te, ecc.).
Subivo con impazienza i cinegiornali che precedevano il film (odiosi quanto la pubblicità di oggi), ma poi che emozione grande ci regalavano quelle casarecce pellicole ingenue che però per noi erano romanzi bellissimi. Ricordo ancora la mano che mia madre appoggiava sul mio braccio per consolarmi quando mi commuovevo davanti ad una scena triste.    Mentre rientravamo a casa, percorrendo quelle poche centinaia di metri che ci separavano dal cinema, era tutto un dire “e hai visto quando lui le dice … ”, “e lei, hai visto il vestito….” , “sì, ma hai sentito quando lui canta ….”, “ah, io ho pianto quando lui….”. Era tutto un vociare emozionato, neanche avessimo visto chissà quale capolavoro cinematografico.
C’è comunque un film che resta in cima a tutto e non certo perché era meglio degli altri.
Credo fosse il 1964, alla televisione trasmettevano l’ultima puntata de “La cittadella” (uno sceneggiato con Alberto Lupo che mia madre aveva fino a quel momento seguito e adorato) mentre al cinema Astoria proiettavano –ultima sera in cartellone- “La guerra dei bottoni”. Ci tenevo da morire a vederlo, perché a scuola ne avevano parlato tutti. Pregai, supplicai mia madre che non ne voleva sapere perché per l’appunto voleva godersi –giustamente- la fine dello sceneggiato.   Fu certo per amore che ad un certo punto mi disse “dai mo’, vestiti che andiamo all’Astoria”. Non ce lo siamo mai scordate quell’episodio, né lei né io. Dopo 40 anni, ancora mi ripeteva ogni tanto “mi hai fatto perdere l’ultima puntata della Cittadella”.
E pensare che non mi ricordo nulla di quel film che era tanto in cima ai miei desideri …. un capriccio.
Non posso più entrare al cinema Astoria per respirare quegli anni: il cinema Astoria non c’è più.
C’era una volta il cinema Astoria, una pagina della mia vita affogata dentro al cemento che avanza.  

videoLa guerra dei bottoni


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