Translate

lunedì 19 agosto 2013

IL KENYA

FOTO PRESA DAL WEB
Da quando Briatore ha deciso la costruzione del suo Billionaire a Malindi, è una sfilata continua di immagini di personaggi da copertina che si fanno immortalare in Kenya. 
La cosa mi intristisce un po', perché io in Kenya ci andai nel 1989 e l'immagine che mi trascinava là era quella del romanzo di Karen Blixen e tutto ciò che avevo gustato nel film "La mia Africa" (compreso un Robert Redford che era gioia per gli occhi).

Il Kenya è stato ora trasformato in un red carpet dove sfilano personaggi più o meno famosi ed i giornali dedicano loro spazio per decretare chi tra le donne ha il lato B migliore e chi tra gli uomini ha la pancia più prominente. Questo è diventato il Kenya.


Perché invece non parlare di quei colori, quei colori meravigliosi che quel paese regala: il cielo che sembra più vicino del nostro, gli alberi e la vegetazione che sembra impossibile siano di quel verde acceso in una terra così torrida. 

Io andai durante le vacanze natalizie con un Italia che sotto la neve registrava -10° a Milano da dove partii ed un Kenya che mi accolse con + 37°. 
Avevo tanto desiderato vedere quel paese; oggi ci sono mille promozioni, ma all'epoca era a dir poco un lusso andarci. Ma non mi sono mai pentita di quella pazzia; ho assaporato tutto quel colore che mi rimase negli occhi per parecchio tempo. Versai anche qualche lacrimuccia su quel treno notturno che da Milano ci riportava a Bologna e pensavo di aver preso veramente il mal d'Africa.


Durante un'escursione con un barcone, mi feci pure fare le treccine e mi ricordo che rientrai in ufficio con quelle, tra lo stupore delle colleghe che non mi avevano mai visto fare pazzie del genere. 
Affrontai quel viaggio con tutte le precauzioni sanitarie del caso ed effettivamente passai dieci giorni splendidi, senza nessun disturbo e senza ustionarmi la pelle come successe a tutti nel gruppo (compreso mio figlio) che si passavano la Prep a strati per trovare un po' di sollievo. 
Mangiai una quantità a dir poco vergognosa di aragoste, compreso tutte quelle che i miei compagni di viaggio rifiutavano (erano un pasto comune, banale, come qui lo è l'insalata).




Quando partecipammo al mini-safari al Parco nazionale dello Tsavo fu un'esperienza da batticuore: vedere quegli animali a pochi passi era un mix di paura e di incanto. Eri tu che entravi nella loro terra, eri tu che transitavi sulle loro orme.
Certo che ci fu un dettaglio che non riesco a dimenticare: una signora che, al pari di molti altri, si era beccata problemi di intestino. In pieno attacco di dissenteria ordinò all'autista di fermare e di farla scendere. Nonostante il tentativo di rifiuto del poveretto, la signora si lanciò giù e sfidando tutto il pericolo degli animali che potevano assalirla da un momento all'altro, si accovacciò dietro un albero. 
Non sapevamo se ridere o se tremare ..... Fu una scena pazzesca.



Io il Kenya voglio ricordarmelo così. 





Altri scatti che feci sono visibili qui:
http://www.pictoore.com/2013/08/scatti-dal-kenya/


Karen (riguardo alla bussola regalatale da Denys): "Forse lui sapeva, a differenza di me, che la Terra è stata creata rotonda perché non potessimo guardare troppo lontano.

6 commenti:

  1. Cara Marilena, questi sono i post che mi piacciono tanto!!! questi ricordi sono indelebili nei nostri cuori! Niente potrà cancellarli...
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo. Ciao Tomaso. Buona giornata.
      Marilena

      Elimina
  2. Sono andata a vedere anche gli altri scatti, bellissimi. Nella foto di Novella perfino i colori sembrano finti.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Paola. Sono foto vecchie, ma quando le ho riprese in mano effettivamente mi sono resa conto che avevano ancora un loro fascino. D'altra parte anche l'archeologia ha un suo perché. Ciao. Buona giornata.
      Marilena

      Elimina
  3. Ciao! arrivo qui per caso... leggo il tuo post e dico, come la capisco...non perchè io sia mai stata in Kenia (per ora...) ma perchè hanno fatto così con la Costa Smeralda in Sardegna,ogni volta che mi capita di andarci non mi sento a casa! a presto Luisa
    http://souvenirdiviaggi.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Luisa. Mi fido: immagino che sia meglio che io non torni in Sardegna per non vedere scempio di quello che vidi anni e anni fa ... anche se la tentazione è forte, visto che è un'isola bellissima. Sono appena rientrata da fuori Bologna e quindi non ho avuto tempo di guardare minuziosamente il tuo (vostro) blog, ma ho già sbirciato e già ho visto delle foto a dir poco splendide. Aspettami che arrivo e me lo gusto tutto perché ho già visto che il taglio è decisamente accattivante. Grazie per essere passata di qui ed avermi dato l'occasione di conoscerti. Ciao. Buona giornata.
      Marilena

      Elimina