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martedì 11 novembre 2014

Ridatemi la SAMPIRA

Se è vero che piove sul bagnato, su di me diluvia. Ora si è pure rotto il Pc e sto scrivendo da un tablet (che non so usare), che mi hanno prestato per qualche giorno. Non so cosa aspettarmi ancora nell'elenco delle sfighe che da mesi mi perseguitano. E mi sento ripetere "fatti benedire dalla Sampìra".
I bolognesi sanno bene di cosa si parla.
Germana Prosperi nacque nel 1835 ed erano molte le persone che "si facevano segnare" da lei. Sampìra è una parola derivata da come in dialetto bolognese veniva chiamata la strega (strejja) della zona. La si riteneva bravissima a togliere il malocchio ed era pure in grado di individuare chi l'avesse lanciato. E lo faceva molto semplicemente: faceva sdraiare l'ammalato su un letto dopo aver posto una bottiglia d'acqua chiusa sotto la sua schiena.
Pare che così facendo la Sampìra fosse in grado di vedere il volto di colui che  aveva mandato il malocchio.
Ma la Sampìra era anche di più: faceva parte della misteriosa setta dei Benandanti, una sorta di stregoni buoni che facevano parte dei culti agrari già dal 1600. Girovagavano per le campagne, propiziavano i raccolti e combattevano i malefici e le stregonerie.
Erano coloro che erano nati nel sacco amniotico, quelli che ancora oggi vengono definiti "nati con la camicia", i fortunati, i privilegiati. E qui nella nostra terra si attribuiva loro il potere di "segnare" tutti i mali.
La levatrice, o la stessa mamma, provvedeva dopo il parto a conservare una piccola parte della placenta che nei mesi successivi veniva benedetta e posta in un sacchettino da appendere al collo del neonato come amuleto.
Ma alla Sampìra oltre al sacchettino contenente la placenta, venne destinato tutto il "velo" che venne tenuto nascosto in un nascondiglio segreto e che sua madre le rivelò solo in punto di morte.
E se è vero che spesso, a torto o a ragione,  sacro e profano si mischiano, dall'amuleto con la placenta si può risalire al "brevino" che viene donato ai neonati nel giorno di S.Liberata. È un minuscolo cuscinetto di tela imbottito con un po' di cera benedetta, una foglia d'olivo e un frammento di libro di messa.
Il brevino me lo hanno regalato qualche giorno fa; non sono neonata ma in fondo è come fossi rinata. Ma avevo già ricevuto di tutto: dal gufetto al cuoricino al cornetto ai santini alle frasi beneauguranti,  ecc.
Ma evidentemente non bastano: ho bisogno della Sampìra, o meglio ho bisogno della sua erede.
Ma in questa tradizione bolognese è rimasto purtroppo solo il modo di dire e nessuno sa se oggi esiste ancora una Sampìra in grado di sconfiggere tutti i mali.



27 commenti:

  1. Cara Marilena, non metterti così demoralizzata, ebbi fiducia che vedrai che anche questi giorni grigi, finiranno!!!
    Poi piano piano risplenderà il sole.
    Te lo auguro di tutto cuore cara amica.
    Tomaso

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    1. Caro Tomaso è più facile da dire. Il pc è nulla rispetto al resto che è tutto faticosamente in salita. Il fiato diventa corto.
      Comunque aspetto il sole fiduciosa. Ciao. Un abbraccio. Marilena

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  2. Uh che bella questa pagina di cultura bolognese.
    Grazie!
    :)

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    1. Grazie. Quel che mi dispiace è che ho scoperto troppo tardi che la festa in onore di s.Liberata e quindi dei neonati si tiene la 2a domenica di settembre a Lognola (Monghidoro) altrimenti sarei andata a curiosare. Peccato! Ciao. Marilena

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  3. Quasi quasi vengo lì a portarti il "camicino della fortuna"!
    Ti auguro una buona settimana di "piccoli passi" e ti abbraccio fortissimo
    Paola

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    1. Mi servono anche vestaglia, babbucce, cuffietta, ecc. , insomma ho proprio bisogno di un sacco di roba. Ma il tuo abbraccio arriva, assieme a quello di altri che mi testimoniano il loro affetto. Grazie Paola, un abbraccio forte anche a te. Ciao. Marilena

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    1. Accendendo lo schermo rimane nero e non carica nulla. Spento e riacceso almeno 10 volte non ha dato un cenno di vita. Ora è dal riparatore e non so quanto lo terrà. Mondo crudele! Ciao Lorenzo. Buona serata. Marilena

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    2. Se non fa nemmeno un bip e non si accende nemmeno una lucina, presumendo che tu stia parlando di un portatile e che tu abbia provato con l'alimentazione e con la batteria, il guasto potrebbe essere catastrofico, cioè qualche circuito saltato sulla scheda madre. Se il computer non è nuovissimo ti conviene cambiarlo.
      Se invece fa qualche bip e si accende qualche lucina, potrebbe essere o un modulo della RAM da cambiare o il disco fisso da cambiare, in entrambi i casi non è un dramma.
      Se invece fa tutti i bip e si accendono tutte le lucine ma non si vede niente sullo schermo, potrebbe essere solo la lampada del monitor che va sostituita.

      Se puoi, procurati un PC dismesso da qualcuno che ne ha comprato uno nuovo. Non importa quanto sia vecchio purché sia funzionante. Poi ti dico come sistemarlo per usarlo come ruota di scorta.

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    3. Non è un portatile, anzi.. è un all-in-one con mega schermo. .. era quello di casa mia. Dei bip ne ho sentiti, ma di partire non ne voleva sapere. Faceva già da qualche giorno i capricci: amo fare montaggi dei film di famiglia di cui ho arretrati e mi si bloccavano spesso i filmati e il programma.
      Quando l'abbiamo portato a riparare, il riparatore ci aveva prestato un portatile ma non aveva wi_fii quindi lo abbiamo restituito. Resta questo tablet con cui sono limitata e la speranza che il riparatore si dia una mossa.
      Grazie comunque Lorenzo, soprattutto per la fiducia che mi hai dato pensando che a distanza saresti riuscito a guidarmi: non sai quanto sono impedita :). Ciao. Buona giornata. Marilena


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    4. Il portatile senza wi-fi: basta aggiungere un "dongle", cioè un coso che si collega alla porta USB e che funge da antenna e da scheda wireless (ce l'ha all'interno). E' esattamente la stessa cosa delle famose "chiavette" USB che si usano per connettersi ad Internet tramite la rete della telefonia mobile, solo che si collega alla WAN. Il costo è una cosa tipo 40 euro.

      Adesso hai imparato una cosa e cioè che qualsiasi cosa sia, il concetto di "all in one" è una pessima idea. Tanti componenti separati significa che quando si guasta qualcosa puoi sostituire solo quel componente. Comunque dai bip e dalle lucine puoi capire cosa c'è che non va, servono per quello. Il fatto che si bloccasse il funzionamento mi fa pensare ad un guasto dell'hard disk, è un guasto che si risolve togliendo l'hard disk e rimettendone uno nuovo. Poi però bisogna reinstallare tutto il software.

      A distanza si può fare tutto, tu puoi fare tutto. Quello che serve è solo la volontà o la necessità di farlo.

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    5. Già con la TV l'avevo sperimentato (sai quando uscirono con il videoregistratore incorporato..). Ma poi mi sono illusa quando mio figlio qualche anno fa ha acquistato un Apple: mai un problema, mai una rottura, manco un virus.
      Io non volevo spendere tutti quei soldi e poi ero pigra e non volevo imparare quel sistema (anche se negli Apple Store organizzano giornate dedicate). Mi sono accontentata augurandomi che la concorrenza avesse fatto pure essa passi in avanti. Evidentemente restano prodotti diversi (o mio figlio ha avuto fortuna). Ciao Lorenzo, buona serata. Marilena

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    6. Bah, io sono agnostico, in linea generale uno dovrebbe comprare ed usare gli strumenti che gli vanno più comodi, le scarpe come i computer.
      I prodotti Apple sono carini ma secondo me hanno un prezzo ingiustificato. Ti scrivo con un PC portatile che ha oltre dieci anni, quando la vita utile di solito è di circa tre.

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    7. Beh, però per amor di obiettività va detto che tu di informatica ne sai a pacchi, quindi nelle tue mani marcia anche un rudere e comunque davanti ad un problema sai come muoverti per trovare una soluzione. Un PC di 10 anni nelle mie mani sarebbe sicuramente un problema al giorno per giunta irrisolvibile!
      Concordo sul prezzo esagerato Apple, anche se a ben guardare è gratificante veder scorrere gli anni e non aver mai problemi, non si è nemmeno mai piantato una volta!
      Ciao Lorenzo, buona serata. Marilena

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  5. Che bel post!

    Un abbraccio
    Nou

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    1. Grazie Nou e grazie del tuo affetto. Un abbraccio anche a te. Ciao. Marilena

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  6. Avrei bisogno anch'io di una Sampira,anzi,di due o tre! Sto passando un periodo nerissimo! Speriamo davvero che cambi il vento, che di questa sfortuna non se ne può più!
    Un abbraccio!

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    1. Mi dispiace. Preferirei essere sola e sapervi in momenti sereni. Comunque in bocca al lupo anche a te. Un abbraccio anche a te. Ciao. Marilena

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  7. Ciao Marilena, se trovi questa erede mandami l'indirizzo che ne ho bisogno anch'io
    altrimenti basta aver pazienza prima o poi passa tutto
    un caro saluto
    Tiziano.

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    1. Caro Tiziano contaci ! Quanto alla pazienza mi sembra che non mi manchi. Sono in ospedale da 1 mese e se va avanti così, l'albero di natale lo faccio qui dentro. Ma stringo i denti. Un augurio che tu possa risolvere ciò che non va. Ciao. Marilena

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    2. Intanto ti mando i miei auguri perché tu possa festeggiare il natale a casa.Da noi il corrispettivo di Sampira e' mavara che è un sostantivo perché è colei che toglie o manda il malocchio.
      Sul pc mi permetto di ricordare che puoi farne a meno.Quando non esistevano questi aggeggi infernali davamo più spazio ai rapporti veri,leggevamo,impiegavamo il tempo in un altro modo che non era sicuramente peggiore.Lungi da me fare la predica ma siamo diventati troppo dipendenti e non va bene.Almeno per come la vedo io.Coraggio

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    3. No, no, no Solsido. . La Sampìra non mandava il malocchio. Lo toglieva o toglieva i mali ed i malanni ma giammai avrebbe fatto del male alle persone.
      Quanto al resto sono parzialmente d'accordo. Sono qui da 1 mese e ci resto ancora. Ho letto parecchio, ma soprattutto all'inizio, quando sono uscita dalla premorte, non ci riuscivo più di tanto: la testa non ce la faceva. E allora magari leggeresti volentieri qualche Blogger con un post breve o consulteresti i titoli dei giornali.
      Ho visite tutti i giorni e quelli sono i miei rapporti oltre ai giochi di parole con gli infermieri. Difficile dare spazio ai rapporti con i degenti che piangono e si lamentano dal dolore. Ho trascorso la notte a tenere la mano e a parlare alla mia vicina di letto che urlava per i dolori. Non credi che ad es. oggi mi meritavo un po' di svago? Qui non c'è nemmeno una Tv; non ho capito se il problema è l'adiacente polo chirurgico.
      24 ore isolata dal mondo in mezzo a gente sofferente e tu stessa che cerchi di rimetterti in piedi non ti aiutano a leggere 1 libro al giorno. Quello mi riusciva meglio su una spiaggia, soprattutto verso sera con il rumore delle onde.
      Ciò che vorrei dirti è che occorre anche lo stato d'animo. Adesso avrei bisogno di leggerezza che queste diavolerie moderne sono in grado di darti. Ma tranquilla, non ne sono mai stata dipendente e dubito lo diventerò. Ciao. Marilena

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    4. Capisco e mi dispiace tanto.Stare in ospedale mette a dura prova chiunque,e' un'esperienza difficile.Ti auguro di cuore di ritrovare presto le forze .E anche di riavere fra le mani il pc per svagarti con qualche minchiata fresca di giornata.Mi perdoni la licenza poetico/dialettale?Preciso che il termine non proprio elegante ha al suo interno una molteplicità di significati non per forza dispregiativi.

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  8. Tu sei la tua sampira Marile'. Sconfiggi il male con la tua voglia, il sorriso, il desiderio di stare bene. Sui pc ti può aiutare quel mago di Lorenzo.. ma immagino che gli amici di tuo figlio si stiano dando da fare.. per farti propagare nella blogosfera.. del resto sei incontenibile, lo sapevi? Un abbraccio fortissimo.. ;)

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    1. Sì un amico di mio figlio era già stato qui quando avevo il mio PC perché non riuscivamo a collegarci a Internet. Nemmeno il personale ospedaliero (quelli che di solito smanettando in queste cose) riusciva a capire perché. Lui ci è riuscito. Ma ora era proprio morto ed è per questo che è finito dal riparatore. Ma non voglio impazzire ulteriormente. Sistemo le bozze e se riesco pubblico quel che avevo. Navigo raramente perché non amo questo tablet. Per il resto credimi Franco che a 'sto giro ho proprio bisogno di tutti i santi del paradiso o santoni della terra. Appena posso ti mando una mail. Ciao un abbraccio fortissimo anche a te e come sempre il mio grazie che vorrei scrivere a caratteri cubitali. Marilena

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  9. Avremmo bisogno un po' tutti della Sampira, chi più, chi meno!

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    1. Vorrei essere tra i "chi meno". Peccato che da molti mesi sono tra i "chi più". Ho le dita incrociate da talmente tanto tempo che rischio di spezzarle. Ma evidentemente qualcuno ha deciso così. Andiamo avanti. Ciao Costantino.

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