Richard Clayderman lo scoprii durante un viaggio, più di 35 anni fa. Comprai un suo LP a El Corte Inglés di Barcellona. Stavamo gironzolando quando sentii quelle note che mi rapirono e che mi portarono fino a quel suo disco. Le note erano quelle di "Ballade pour Adeline" che rimane uno dei brani più dolci che ha il potere di isolarmi dal mondo. Non potevo non metterlo qui, nel mio blog, non fosse altro per il fatto che ricordo ancora la magia di quel momento dove mi fermai in mezzo alla gente che affollava l'ipermercato e mi sentii sospesa. Ogni tanto ascolto Clayderman, ma soprattutto quel brano ha ancora il potere di placarmi nella mia battaglia con il mondo e, pianista per pianista, mi viene in mente il monologo del film "La leggenda del pianista sull'oceano".
Quando ascolto Clayderman io riesco a stare dentro alla tastiera di un pianoforte che non è infinita come lo è la tastiera del mondo con i suoi milioni e miliardi di tasti.