In cima alla lista metto il nostro fiore all'occhiello: il TIRO.
Nei palazzi abbiamo la placchetta che recita "TIRO" e "LUCE".
Questa foto l'ho scattata nel sontuoso Palazzo Davia Bargellini, dove l'hanno pure tradotto in inglese (l'utilizzo si capisce più dall'inglese che dall'italiano).
Noi non sappiamo dire "mi apre la porta per favore?" ma diciamo "mi dà il tiro per favore?" e ce l'abbiamo talmente nel sangue che quando siamo fuori città ci stupiamo se uno non ci capisce.
C'è un'origine antica di questa parola che viene spiegata qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Tiro_(apriporta) . Fatto è che non l'abbiamo mai più abbandonata.
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| Foto presa dal web |
Come poi non citare l'oramai internazionale SOCC'MEL ?
Da bolognese vorrei comunque spendere una parola a difesa di questo vocabolo.
Non ha più il significato originario che era piuttosto volgare; beh non è che va sfoggiato come segno di oxfordiana cultura, però nel tempo si è un po' placata la sua volgarità. Noi bolognesi lo usiamo come intercalare o come rafforzativo (resta comunque vivamente consigliabile usarlo solo con chi ci è familiare e non durante una riunione del Consiglio di Amministrazione).
Andrea Mingardi - bolognese verace - lo ha ben descritto nella sua canzone: http://www.youtube.com/watch?v=ysMgoW5MK4U
E proprio lui nella canzone spiega come, a seconda di come lo pronunciamo, assume un significato diverso (di stupore, di enfatizzazione, di irritazione, ecc.).
Non mi addentro nei termini e verbi che usiamo nel nostro dialetto perché di certo ogni dialetto ha le proprie chicche.
Ma queste ce le abbiamo solo noi.
Solo noi abbiamo addirittura le placche dei palazzi con stampato il Tiro e se dici socc'mel, di sicuro anche a Londra capiscono che sei di Bologna. O no?
