Tempo fa leggevo i buoni propositi di un blogger di smettere di fumare … eh
già, quei buoni propositi che a me non viene mai in mente di prefiggermi.
Ho iniziato
a fumare come tanti. Adolescente, l’intervallo
delle lezioni, il bagno della scuola, “l’amica” che ti porge la sigaretta
invitandoti al primo tiro. Era una Pack al mentolo. Poi vai in progressione.
Smisi di
fumare il giorno che seppi di aspettare mio figlio; presi le sigarette e le
buttai, così senza concedermi attenuanti. Non ho fumato per 2 anni e poi di
nuovo qualcuno mi porse la sigaretta dicendo “prova per vedere che effetto fa”;
mi fece un cattivo effetto, non mi piacque, ma non so perché, ricominciai.
Mio figlio
mi fa battaglia, detesta i fumatori. Ci ha provato in tutti i
modi, con la supplica e con il ricatto. Mi ha regalato pure il libro, quello
che circola per invitare a smettere, l’ho letto, ho chiuso il libro e mi sono
accesa la sigaretta.
Ma l’assurdo
in tutto ciò è che io fumo, ma mio padre non ha mai saputo, né sa che fumo. Mia
madre quando fui grandicella mi diceva “ma
diglielo, tanto lo sai che si arrabbierà, ma poi gli passa e se ne fa una
ragione. In fondo tu hai la tua vita e non vivi mica qui”. Le rispondevo
tutte le volte che non mi andava di fare discussioni e che sapevo che gli avrei
dato un dispiacere e quindi che senso aveva, tanto per l’appunto non vivevo
mica più con loro.