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lunedì 29 settembre 2014

Il 1° CURVY CONCEPT STORE in Italia

Curvy Concept Store
Curvy Concept StoreLa notizia titolava: "A Bologna apre Femme, il 1° Curvy Concept Store in Italia".
Curvy Concept StoreCurvy Concept StoreMi sono incuriosita e così sabato 27 settembre sono andata all'inaugurazione per la quale era stata fatta grande pubblicità evidenziando la presenza di Simona Izzo come madrina. 

Il negozio è sicuramente molto ben strutturato e grande attenzione è stata data
agli arredi, all'atmosfera ed ai particolari.

Poi è arrivata lei, Simona Izzo in compagnia di Ricky Tognazzi.

Simona Izzo è solare, energica, di una simpatia travolgente; con la sua parlantina sciolta ha tenuto banco divertendo i presenti e strappando risate e consensi.
ricky tognazzi

Premesso che è comunque più snella di come la vediamo in TV (forse è vero che la telecamera impietosamente ingrassa), ha comunque le sue curve morbide e non ha lesinato battute, promuovendo "la bellezza senza taglie".
Lei stessa dichiara: "Sono curvy da sempre. Solo noi donne curvy, concave e non convesse, e di conseguenza accoglienti, spiritose e comunicative, possiamo esprimere la gioia".
Curvy Concept Store

Non ha esitato a sollevare la camicia e mostrare le sue rotondità mentre descriveva, con esilarante comicità, i portentosi effetti di un indumento intimo.

ricky tognazziInevitabile poi che coinvolgesse Ricky Tognazzi il quale ha simpaticamente duettato con lei.
Entrambi disponibili e cordiali con gli intervenuti, nessuna velleità da star, insomma, come si dice nel gergo moderno: non se la tiravano!!
Li abbiamo bombardati di fotografie e video e non si sono mai ritratti né si sono mostrati infastiditi (Tognazzi mi ha pure sorriso quando ha visto che gli puntavo l'obiettivo addosso).


Madrina d'eccezione con compagno d'eccezione, arredi sofisticati e curati, ambiente pieno d'atmosfera, capi decisamente accattivanti: direi che questo negozio parte con il piede giusto. Anche se non conosco la titolare, le faccio il mio in bocca al lupo.

E niente di meglio che concludere con un divertente aforisma di Simona Izzo:
" Se vuoi far sbandare un uomo e non hai le curve... tirerà dritto e passerà oltre ".
                                      FEMME - CURVY CONCEPT STORE - Via Bellaria, 28/H- BOLOGNA

sabato 27 settembre 2014

S. GIOVANNI IN MONTE

bologna
Oggi dire S. Giovanni in Monte qui a Bologna significa citare la Chiesa che si trova in pieno centro, a ridosso della Via S. Stefano, ma fino a qualche decennio fa si citava S. Giovanni in Monte come complesso che comprendeva la Chiesa e le carceri situate a lato.
Dal 1985 le carceri sono alla Dozza e l'edificio che qui le ospitava è ora sede di un dipartimento dell'Università.
Edificio sede conventuale fino all'epoca napoleonica, dopodiché divenne carcere; anche Giovanni Pascoli (all'epoca studente) fu detenuto qui nel 1879 in seguito a manifestazioni di stampo internazionalista e socialista e qui il poeta trascorse momenti difficili tant'è che pensò al suicidio.
bolognaSan Giovanni in MonteTerribili furono poi i momenti della II guerra mondiale, quando in queste carceri furono reclusi migliaia di antifascisti ed in particolare l'edificio fu utilizzato dalle SS che qui fecero affluire numerosi detenuti politici, anche di altre province, per essere interrogati prima di essere inviati a fucilazione o deportazione. Si calcola che tra il settembre del 1943 e la liberazione, transitarono qui 7.000 detenuti (partigiani, ebrei, renitenti alla leva, prigionieri di guerra alleati, ecc.).

Guardando oggi quella piazzetta, quell'edificio, quella chiesa, si respira un'aria di tranquillità che di certo non fa pensare a quanto sangue fu versato in quei luoghi .....


Nicolò dell'Arca
Aquila in terracotta (Nicolò dell'Arca)                                              Cristo alla colonna (Alfonso Lombardi)


La chiesa già presenta un piccolo capolavoro nella lunetta della facciata: l'Aquila - di Nicolò dell'Arca - in terracotta (simbolo dell'evangelista S. Giovanni) che sembra spiccare il volo. 
E subito, entrando, al centro della navata si trova l'insolito Altare della Croce con un "Cristo alla colonna" di Alfonso Lombardi intagliato in un tronco di fico.



S.Francesco adora il crocefisso
S.Francesco adora il Crocefisso         L'estasi di S. Cecilia-copia-
(Guercino)                                (Raffaello)






A seguire sono custodite altre opere quali: 
- "S. Francesco che adora il Crocefisso" (del GUERCINO ), dipinto collocato in una Cappella di stile barocco che si distacca dall'insieme austero della chiesa; 
- "L'estasi di S.Cecilia" (tra i Santi Paolo, Giovanni Evangelista, Agostino e Maria Maddalena)" opera di Raffaello Sanzio, anche se va precisato che questa è una copia (di Clemente Alberi), in quanto l'originale oggi si trova in Pinacoteca.
Lorenzo Costa
Cappella Ratta: Madonna della Sanità                            Cappella Ghedini Hercolani Segni:Madonna e il bambino in trono
(Giovanni da Modena)                                                                                                                      (Lorenzo Costa)





E poi ancora:
- l'affresco "Madonna della Sanità" di Giovanni da Modena, collocato nella Cappella Ratta, circondato dalle statue in gesso di santi (opere di Carlo Monari);
- la tavola della "Madonna ed il bambino in trono" fra i santi Agostino, Giovanni Evangelista, Francesco, Posidonio e due angeli musicanti di Lorenzo Costa, collocata nella Cappella Ghedini Hercolani Segni.


L'incoronazione della Vergiine
Cappella Maggiore: L'incoronazione della Vergine                                                    Cappella di S.Anna- Trittico in ceramica
(Lorenzo Costa)                                                                                                                       (Fabbrica Minghetti)
- la Cappella Maggiore con il grande dipinto "L'incoronazione della Vergine" tra Cristo e l'Eterno Padre con sotto i Santi Giorgio, Giovanni Evangelista, Gerolamo e Sebastiano di Lorenzo Costa. Sul coro ligneo vi sono i busti in terracotta rappresentanti Cristo e i 12 apostoli di Zaccaria Zacchi;
- la Cappella di S. Anna con il trittico con S.Anna che insegna alla Vergine e 2 angeli (ceramica della fabbrica Minghetti).


Sebbene si tratti di una Chiesa in pieno centro, sebbene sia veramente piena di tesori, viene un po' trascurata dai circuiti turistici abituali, forse perché si privilegia il vicino complesso delle Sette Chiese che assorbe parecchio tempo nella visita. Ma vale la pena dedicarle un po' di tempo perché è sicuramente una tra le prime chiese "più ricche" di Bologna.
bologna

giovedì 25 settembre 2014

DEDICATO

Dedicato a chi ? Non è importante specificarlo, perché è dedicato semplicemente a chiunque si riconosca nelle parole qui sotto.
Vicino a me ci sono diverse persone che potranno riconoscersi, che capiranno che la mia è una piccola dedica a loro che ci sono. Non sono mai sicura che il mio grazie arrivi nella sua pienezza e allora ecco un grazie "postato": grazie di esserci. 
Ma chiunque legga può riconoscere, in queste parole, qualcuno che ha accanto.



Certe persone non sanno quanto sia bello semplicemente guardarle.
Certe persone non sanno quanto sia incoraggiante il loro sorriso.
Certe persone non sanno quanto sia importante la loro vicinanza.
Certe persone non sanno quanto saremmo più poveri se loro non ci fossero.
Certe persone non sanno di essere un dono del cielo…
se non glielo diciamo non lo sapranno mai.


(C. Haddad)

mercoledì 24 settembre 2014

UN RAGAZZO D'ORO

Mi piace Pupi Avati (forse sono anche un po' di parte visto che mi lascio prendere dagli amarcord di questa mia terra che ricorrono nei suoi film ..), ma se devo essere onesta questo suo ultimo film "Un ragazzo d'oro" mi ha lasciato molto perplessa.

Fatico a dare un giudizio, ma se proprio devo, mi viene in mente il detto "Il troppo stroppia (o storpia)".

Perché di questo si tratta: un rapporto conflittuale con il padre, una difficoltà di vivere il mondo del lavoro, una dipendenza dai farmaci, un rapporto non ben definibile con una donna che ancora se la fa con il suo ex, un secondo rapporto idealizzato con una donna matura che fu oggetto del desiderio del padre defunto, una forma finale di pazzia che non si comprende se convalidata dallo zibaldone della sua vita o se un mezzo per rifuggire la vita (la frase: essere pazzi è bello), attacchi al cinema di serie B.
C'è veramente troppo dentro a questo film che poi non conclude nessuna delle tematiche e lascia lo spettatore con un punto interrogativo.
Non si capisce se il padre del ragazzo fosse un fallito o un incompreso, non si capisce che tipo di relazione ha il ragazzo con la donna matura.
Non ho nemmeno capito l'inserimento flash di Valeria Marini (una battuta forse di 40 secondi) e non ho capito perché scomodare Sharon Stone per sfruttarla così poco all'interno del film. 
Rivaluto Scamarcio che non ho mai apprezzato più di tanto e che invece ha dato buona prova.
Non rimpiango i soldi del biglietto, ma non è un film che desidero guardare una seconda volta ... peccato.


PS: comunque, tanto per non rimanere con "l'amaro in bocca", a fianco del Multisala dove ho visto il film, c'è il locale Old Wild West e un bel piatto di patatine fritte+anelli di cipolla fritti+bastoncini di mozzarella mi hanno consolato di tutti i problemi esistenziali di Scamarcio. 

Pazzia per il mio stomaco, ma come dice Scamarcio: essere pazzi è bello !!! 

martedì 23 settembre 2014

VERGOGNARSI COME UN LADRO

Una volta si diceva. Si diceva anche per le piccole cose, per quelle azioni anche compiute per distrazione che ti procuravano disagio o ti facevano magari arrossire e "vergognare come un ladro".
La cacciata dall'Eden - Masaccio
(Chiesa S.Maria del Carmine-FI)
Ma è ora di bandire questa espressione che non ha più senso perché qui non si vergogna più di nulla nessuno.   Un virus dilagante che Ebola al confronto è robetta che la risolvi se solo hai giocato da bambino al Piccolo Chimico.
Quotidianamente (ed è terribile dover dire quotidianamente) abbiamo indagati per corruzione, evasori, ladri della cassa. Gente che si fa intervistare sorridendo ed esibendosi perché hanno "fiducia nella legge che farà luce" e quando 'sta benedetta luce si accende confermando che sono dei delinquenti, fanno proclami di complotti senza vietarsi una vacanza esotica-ritemprante che servirà loro per dimenticare la brutta esperienza (perché ovviamente in galera non ci va nessuno). 

Leggevo di quelle oneste mogli e fidanzate di Rimini che si sono associate in una sorta di coop e si dividono tra il lavoro di barista/ commessa/ecc., la piscina dei figli e alcune ore trascorse allegramente in un pied-à-terre a prostituirsi.
Tralasciando i discorsi moralistici sul mestiere più vecchio del mondo, mi chiedo se è proprio indispensabile rilasciare interviste. E soprattutto fare dichiarazioni quali: 
- "Davvero suo marito non si accorge di niente?"  «Macché – risata - è un invornito (un tonto ndr).» 
- Gli incassi viaggiano sugli 8.000-9.000 euro al mese. «E senza neanche stancarci troppo», sorride.
- “Non le viene mai voglia di comprarsi capi griffati, ad esempio?” - «Mi viene, ma ci sto attenta. In questo periodo devo cambiare la macchina. Ne vorrei una sportiva, ma le mie amiche mi hanno consigliato di comprarmi un’utilitaria usata. ‘Tuo marito è scemo, ma tua mamma no', mi hanno detto. Comunque mi sono rifatta seno e labbra».

Ma non possono continuare questo loro hobby tenendo la bocca chiusa? Ma c'è di che rilasciare interviste senza vergognarsi di infangare se stesse e i propri uomini: prima vendendo il proprio corpo e poi deridendo i propri compagni che non se accorgono ?

Recita il dizionario "Avere, provare e manifestare vergogna, per azioni proprie o di altri che appaiono disoneste o comunque riprovevoli ". 
Considerando che coloro che compiono azioni disoneste o comunque riprovevoli non si vergognano, e tantomeno come dei ladri, o cancelliamo il verbo VERGOGNARE dal dizionario della lingua italiana o istituiamo una bella terapia di gruppo per riabilitarne il significato.



"Che vergogna quando arrivò l'idraulico .... Io lì, tutta nuda nella vasca e ... non avevo lo smalto sulle unghie !!" Marilyn Monroe (dal film "Quando la moglie è in vacanza"),  

lunedì 22 settembre 2014

IL CARO ESTINTO CON IL BOTTO

Beh, forse non è un caso se mi imbatto sempre più spesso in notizie che riguardano il caro estinto, in fondo il business del funerale non può conoscere crisi. Un settore che continua a tirare e quindi si moltiplicano le fantasie e le offerte sull'argomento. Dopo l'urna funeraria BIOS di cui avevo riferito in un precedente post, ora mi è toccato leggere la notizia che riporto sotto: il funerale con botto.

E' sufficiente farsi cremare, dopodiché organizzano i fuochi d'artificio e sparano le tue ceneri nell'aria; ma detta così non fa figo, meglio bollare l'iniziativa usando l'inglese "sweet fly in the sky". Macabro? Di cattivo gusto?  No, è peggio: è trasformare un evento doloroso in uno spettacolo usando peraltro i fuochi d'artificio che sino ad ora sono sempre stati usati per portare allegria, a capodanno piuttosto che nei matrimoni piuttosto che nelle allegre feste paesane.
E l'iniziativa sta pure avendo successo!
Aspetto ovviamente il passo successivo: i fuochi che una volta sparati scriveranno nel cielo "BUON VIAGGIO". Oppure dato il costo (dai 1.500 fino ai 10.000 €), le promozioni: "fatti sparare a capodanno: sconto del 50%" o "fatti sparare alla sagra della cipolla sconto 20%".
                                                                                    So io chi si dovrebbe far sparare ....


domenica 21 settembre 2014

RICETTA: TAGLIATELLE

tagliatelle bolognesi
Le ricette della cucina tradizionale bolognese sono tante e circa 30 anni fa fu deputata la Camera di Commercio (sede in Palazzo della Mercanzia) per il deposito, con verbali notarili, delle ricette della tradizione bolognese.
La prima ricetta depositata solennemente dall'Accademia italiana della cucina di Bologna, avvenne il 16 aprile 1972 e fu per l'appunto la ricetta della TAGLIATELLA.
Nell'atto notarile si precisa che la larghezza della tagliatella è di 8mm cotta e in tavola (ossia tagliata a crudo a 6-7mm che cuocendo diventano 8). 
La misura corrisponde alla 12.270esima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli. Per maggiore solennità, la misura della tagliatella è stata riprodotta su un campione d'oro racchiuso in uno scrigno con la scritta 8mm che è conservato nel Palazzo della Mercanzia.

Di fatto, se il tortellino è il re della nostra cucina, indubbiamente la tagliatella è la regina. 
E qui da noi un buon piatto di tagliatelle non si nega a nessuno !!! 

Ingredienti (per 2 persone affamate): 200 gr di farina 0 - 2 uova
come fare le tagliatelle

Sistemare la farina a fontana sul tagliere e rompere al suo interno le uova. 
Con l'aiuto di una forchetta sbattere le uova all'interno della fontana amalgamando piano piano la farina.
Impastare con le mani il composto e formare una palla che deve risultare liscia e morbida.
Iniziare a stendere la sfoglia con il mattarello fino ad ottenere una sfoglia sottile e compatta.
come fare le tagliatelleMettere la sfoglia su un cannovaccio affinché perda un po' della sua umidità (se la sfoglia resta umida si avrà difficoltà nel taglio perché sarebbe collosa, ma se la si fa seccare troppo poi la sfoglia si spezza e non si ottengono più le tagliatelle. Il suggerimento è di controllare la consistenza con le mani così da poter intervenire per il taglio al momento giusto. Non esiste una tempistica da dare perché dipende dalla temperatura ambientale in cui si opera).
Avvolgere la sfoglia su se stessa operando su 2 lati che dovranno incontrarsi (ossia arrotolare partendo da un lato fino al centro della sfoglia e poi arrotolare dal lato opposto fino ad incontrare il primo rotolo).
Tagliare a listarelle di 6-7mm. 
Svolgere le listarelle ed ecco ottenute le tagliatelle.

Da condire con ciò che si preferisce ma ovviamente la tagliatella io la vedo condita con il ragù bolognese e parmigiano: la morte sua !!

venerdì 19 settembre 2014

FOLLIE DA TSO

Sono dell'idea che una punta di follia nella vita è simpatica, fa allegria, movimenta l'esistenza. Ma un punta di follia .... 
Foto presa dal web
Foto presa dal web



Una coppia di australiani, Emma e David, possiedono un appezzamento nella costa dello stato di Victoria. Amanti delle sensazioni forti, ma rispettosi dell'ambiente, hanno chiesto agli architetti di disegnare la casa delle vacanze dei loro sogni: a penzoloni da una roccia.
La casa è ancora in fase progettuale: si entra dal garage posto nella sommità e si accede alla casa tramite un ascensore. 
Ai vari piani si trovano sala, cucina, camere, fino al piano più basso dove si trova una Jacuzzi "open air" con vista mozzafiato e barbecue annesso.







Foto presa dal web
Foto presa dal web
Poi c'è un globetrotter, che preferisce restare anonimo, che negli ultimi 5 anni ha girato vari continenti nei quali si è fotografato con le natiche all'aria. 
Ecco la motivazione: "Queste immagini hanno un significato profondo. Hanno lo scopo di rendere le persone consapevoli del fatto che dobbiamo vivere in armonia con il nostro pianeta e con le sue risorse in modo sostenibile".   Mi sa che sono tagliata fuori da questo nobile scopo: non so reggermi sulle braccia a gambe all'aria e non mi attizza l'idea di farmi fotografare nuda con il didietro all'aria!



Foto presa dal web 
Foto presa dal web
Ma se per caso la casa crolla con i 2 australiani al seguito e il globetrotter muore di polmonite fulminante, niente panico: possono proseguire la loro "attività" di paladini dell'ambiente grazie all'urna funeraria BIOS.
Si tratta di un'urna funeraria composta di materiali biodegradabili (noce di cocco, torba compatta, cellulosa). Alla morte della persona, si provvede alla cremazione e si mettono le ceneri all'interno della scatola che contiene anche il seme di un albero. Viene pubblicizzata con lo slogan "Vuoi diventare un albero ma non sai come ?"   Un vero ritorno alla natura !!

Certo che se uno non ha niente da fare può continuare a scardinarsi il cervello. Sdilinquito dal proprio quoziente di intuizione, qualsiasi essere umano può tentare di stupire gli altri e se stesso, ma ogni tanto si dovrebbe far folgorare dal dubbio che anziché fare jogging con le gambe lo dovrebbe fare con il cervello !!

mercoledì 17 settembre 2014

L'ARTE DI FOTOGRAFARE

Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)
Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)


















Quando le ho viste non ho resistito e mi sono fatta una serena risata: sono le foto scattate da Dave Engledow, un fotografo dilettante statunitense che nel 2010 è diventato papà della piccola Alice Bee e che proprio in occasione della nascita della bimba ha acquistato la sua prima reflex digitale.
Per sua stessa ammissione, ha scattato e manipolato più foto dalla nascita della bimba che nei 10 anni precedenti della sua vita.
Ha iniziato a pubblicare le prime foto su Facebook con l'unico intento di intrattenere amici e parenti, ma ha riscosso successo tra tante persone fino a ricevere messaggi da tutto il mondo.
Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)
Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)




















E di certo guardando le foto che ha pubblicato nel suo sito (http://www.fotoblur.com/people/engledow ) si ha la conferma di come l'arte di fotografare non è fatta di sola tecnica, ma di tanta creatività, colpo d'occhio, fantasia.
Il miglior apparecchio fotografico dotato dei più sofisticati obiettivi non serve a nulla se messo nelle mani di chi non sa cogliere il momento giusto, la luce giusta, o l'emozione o l'atmosfera o l'originalità che dovranno essere trasferiti a chi osserva lo scatto.
Quelle di Dave sono immagini divertenti che escono dagli standard di un papà che fa, giustamente, mille scatti alla propria bimba piccola per documentarne la crescita.
E, al di là delle foto, Dave è evidentemente un papà spiritoso che ha trasformato la sua passione per la foto in un allegro gioco da fare con la sua piccola Alice.
Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)

Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)
Foto Dave Engledow (http://www.fotoblur.com/people/engledow)
La fotografia è una cosa semplice. A condizione di avere qualcosa da dire. Mario Giacomelli (fotografo, poeta, pittore italiano)

martedì 16 settembre 2014

NON MOLLARE MAI

Credo che siano molti quelli che come me vivono in un'alternanza di momenti di disfattismo totale con momenti di speranza che qualcosa cambierà, e non mi soffermo a misurare quanti prevalgono rispetto agli altri. C'è chi si abbatte e passa l'esistenza a lagnarsi, c'è chi invece conduce encomiabili battaglie senza demordere e c'è chi come me va a cercare la pazienza e la tenacia, quelle che sicuramente non cambieranno il mondo, ma forse ripareranno qualche piccolo strappo del piccolo mondo in cui vivo e che comunque danno la sensazione di non vivere passivamente. Molte mattine mi alzo pensando che il mondo di oggi fa schifo, molte mattine penso che è tutto inutile, ma poi ci sono quelle mattine in cui mi alzo e penso che non possiamo stancarci di vivere e quindi cercare di cambiare le cose. Un connubio di stati d'animo contrastanti, ma che alla fin fine mi fanno dire a me stessa e a chi mi circonda che il bianco/nero forse non può diventare un arcobaleno, ma può comunque diventare un colore se si vive con il motto: NON MOLLARE MAI. 


Bene figliolo, te lo dirò: 
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
e assi sconnesse,
e tratti senza tappeti sul pavimento
nudi.
Ma per tutto il tempo
seguitai a salire
e raggiunsi i pianerottoli,
e voltai angoli
e qualche volta camminai nel buio
dove non era spiraglio di luce.
Così, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perché trovi ardua l'ascesa.
Non cadere ora
perché io vado avanti, amor mio,
                                                                                                continuo a salire
                                                                                                e la vita per me non è stata una scala di cristallo.
                                                                                                   Langston Hughes

lunedì 15 settembre 2014

BOLOGNA IN FIORE E MEZZA MARATONA

Ieri si è svolta, nella cornice della Piazza Minghetti, la 2a edizione di "Bologna in Fiore". 
Seppure la scelta di collocare questa manifestazione nel cuore della città ha contribuito a dare un tocco di eleganza a questo mercatino (l'obiettivo era quello di ricreare una sorta di mercatino francese), confesso che personalmente l'ho trovato abbastanza scarno e asettico e il contesto tutt'attorno non è servito a rivalutarlo ai miei occhi.
Ordinati e ben strutturati i banchi, ma ho visto ben poco di scenografico nelle proposte, forse sono stata viziata dalla Fiera delle Piante di Guastalla dove le esposizioni sono molto più elaborate.
Come dire che non basta disporre vasi in bell'ordine, quello lo si trova in un qualsiasi vivaio ben rifornito, ma occorre anche proporre qualcosa che attiri l'occhio che sappia di creatività e di fantasia ...
Adoro le piante, adoro i fiori e quindi la mia passeggiata è stata comunque piacevole, ma avrei voluto qualcosa di più !!

run tune up

Ben altra aria si respirava a poche centinaia di metri, dove aveva contemporaneamente luogo la XII edizione della "Mezza Maratona Run Tune up". 
Un percorso di Km 21,097 da completare entro le 2 ore. 

run tune upLa manifestazione vive dal 2002, da quando il New York Road Runners Club (che da 40 anni organizza la maratona di NY) cercò una città italiana dove organizzare un appuntamento podistico internazionale e la città prescelta fu Bologna. 
Un tripudio di colori, musica, allegria, euforia, muscoli in allenamento stretching, battute provenienti dal palco di Piazza Maggiore, incitamenti dei gruppi che accompagnavano i partecipanti.

run tune upFantasiosi i cartelli che si trovavano in vari punti per fornire informazioni al pubblico: tutti i cartelli redatti con vignette e scritte in dialetto bolognese, italiano ed inglese. Veramente ben fatti.
run tune up


Mezza maratona


Confesso che più che il piacere di veder correre la maratona (mi ero già dilettata con la Strabologna ), mi ha spinto ad andare il fatto che partecipava alla maratona GIANNI MORANDI.


Ed infatti ha partecipato; è arrivato al traguardo distanziato da un bel manipolo di giovanotti, ma non possiamo dimenticare che alla fine di quest'anno compirà 70 anni. 

Forse il suo risultato (1 hr 56' 56") non sarà brillante e qualcun altro di pari età lo ha percorso in meno tempo, ma è sicuramente un ottimo risultato per chi dedica la sua vita alla musica e non certo alla corsa e soprattutto come al solito conquista la sua semplicità ed il suo saper stare in mezzo alla gente senza mai ritrarsi, dispensando sorrisi e strette di mano.  

Dato l'assiepamento delle persone non sono riuscita a riprenderlo bene, però lo si vede in dirittura d'arrivo (il primo a sinistra) e ho fatto qualche scatto quando è salito sul palco.
mezza maratona
Sul palco la sua carica di simpatia ha come sempre strappato applausi ed ovazioni di tutti i presenti: non lo si può non amare.
Sempre sorridente, sempre pronto a scherzare, mischiato tra la folla con tanta semplicità; è veramente l'eterno ragazzo che non ha dimenticato le sue origini.

Impossibile avvicinarlo in quanto le transenne ci separavano da lui e così non mi è stato possibile avere una foto con lui come avrei voluto.
Però ho incontrato il sindaco Merola che si è fatto fotografare con me. Il cognome inizia con la M come Morandi. Vale lo stesso ? O no??? Cheese !!! .....